Holding unica per i battelli, ma Ceresio e Verbano divisi

Prosegue, nel silenzio, il braccio di ferro tra il Consiglio di Stato e la Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL). Martedì scorso si è svolto un incontro tra i rappresentanti dell’Esecutivo - tra cui la presidente Marina Carobbio Guscetti e il neodirettore del Dipartimento del territorio Piero Marchesi - e i vertici della SNL. Questi ultimi hanno portato sul tavolo una proposta che include la presenza delle Ferrovie e autolinee regionali ticinesi (Fart). Di cosa si tratta? Da documenti che abbiamo potuto visionare, la proposta è basata sul Progetto cantonale della navigazione del 2022. L’idea è quella di costituire una holding, a nome della SNL, e mettere in atto la divisione tra Ceresio e Verbano con la creazione di due società operative distinte. Il capitale di queste società verrebbe aperto a Comuni, enti territoriali ed eventuali investitori privati. Qui la novità: nella governance della società operativa sul Lago Maggiore verrebbero integrate le Fart e vi sarebbe un ritiro nel medio-lungo termine della SNL. Quest’ultimo fattore temporale è volto a garantire continuità operativa e contrattuale.
L’ultimatum del Governo
Quanto proposto dalla SNL è, come detto, un’evoluzione del progetto cantonale della navigazione realizzato nel 2022 dal Cantone con un tavolo di lavoro con Comuni, enti regionali e altri partner, che già valutava l’idea di due società sui due laghi. Non è però mai stato presentato pubblicamente. Lo ricordiamo, lo scorso 3 luglio il Consiglio di Stato ha comunicato la decisione di «porre termine» a questo disegno, almeno «nella sua configurazione attuale». Proprio in quella data è stata infatti annunciata la scelta di affidare alle Fart, e non più alla SNL, la gestione della linea 351, cioè quella del trasporto pubblico tra Locarno e Magadino. Tornando alla proposta messa sul tavolo dalla SNL, visto il silenzio che aleggia attorno alla situazione, non è chiaro il parere del Consiglio di Stato in merito. Stando alla Regione, la proposta sembra non convincere. Il Governo, in effetti, vorrebbe ora che siano unicamente le Fart ad essere attive sul Verbano, senza il cappello della SNL e senza i Comuni, di cui non ci sarebbe bisogno. Una situazione ingarbugliata che ad oggi non preoccupa la controparte italiana, concessionaria della navigazione sull’intero bacino del Lago Maggiore. Da noi contattata la Gestione Governativa Navigazione Laghi (GGNL) ci ha spiegato di essere in attesa di capire con chi collaborerà, restando aperta a lavorare sia con la SNL sia con le Fart. Insomma, fatti svizzeri. Sul Verbano il tempo però stringe, si avvicina il cambio d’orario di metà dicembre, per cui in particolare i collaboratori vivono una situazione d’incertezza e preoccupazione. Le Fart vorrebbero salpare, ma SNL, forte degli accordi in atto con la concessionaria, ha dichiarato che continuerà a coprire la linea senza sostegno pubblico. Offerta che però molto probabilmente sarà ridotta e basata sull’occupazione dei battelli. È ora da vedere se la proposta sortirà qualche effetto, in quello che è subito un dossier rovente per Piero Marchesi.
«Cambiamento necessario»
Nel dibattito interviene anche Verbano 26. L’associazione nata per valorizzare i duecento anni di storia della navigazione sul Lago Maggiore sostiene il percorso promosso dal Consiglio di Stato ticinese verso una nuova organizzazione che prevede il coinvolgimento delle Fart in collaborazione con la GGNL. «Riteniamo che questa prospettiva debba essere valutata sulla base della capacità di garantire un servizio efficiente, stabile e rispondente alle esigenze della popolazione, senza pregiudizi nei confronti di alcun operatore», recita un comunicato stampa firmato da Antonio Leucci, presidente di Verbano 26.
«Rispetto per il personale»
Secondo Leucci, il cambiamento di rotta deciso dall’Esecutivo cantonale deve offrire prospettive e non generare nuove fragilità sociali. «Chiediamo pertanto che il percorso di transizione sia accompagnato da un confronto serio e responsabile con il personale e le organizzazioni sindacali. E questo affinché siano tutelate, per quanto possibile e nel rispetto delle norme applicabili, la continuità occupazionale, le condizioni contrattuali e la valorizzazione delle competenze maturate».