Leventina

I camionisti «furbetti» a Giornico: «Servono controlli e segnaletica»

La questione è stata sollevata dalla granconsigliera Nara Valsangiacomo (Verdi) in un’interrogazione rivolta al Consiglio di Stato
© Gabriele Putzu
Red. Online
08.04.2026 15:50

La questione dei camionisti «furbetti» che aggirano il monitoraggio del centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) lungo l’A2 a Giornico è arrivata negli scorsi giorni sul tavolo del Consiglio di Stato, con un’interrogazione della granconsigliera Nara Valsangiacomo (Verdi).

Cifre «poco incoraggianti»

Sotto la lente dell’interrogazione, come detto, il centro di controllo veicoli pesanti di Giornico. «Il più recente dei nove centri presenti in Svizzera. Uno dei più rilevanti, considerato l’intenso traffico, che caratterizza l’asse del Gottardo, nel promuovere una maggiore sicurezza stradale. Tuttavia, evidenzia Valsangiacomo, le cifre rimangono «poco incoraggianti»: «Ben un terzo dei controlli riscontra dei difetti. E nel 2023 sono stati 4.775 i veicoli che nei CCVP e nei controlli mobili hanno dovuto essere tolti dalla circolazione», a causa di violazioni quanto alle dimensioni e al peso, difetti tecnici o il mancato rispetto dei tempi di lavoro e di riposo. Una tendenza che, secondo la granconsigliera, «tende ad aumentare».

Attraverso i centri abitati

Dei dati – evidenzia l’esponente dei Verdi – che «verosimilmente non rappresentano l’interezza della problematica, visto il fenomeno dell’elusione di detto controllo». Uscendo allo svincolo di Biasca e rientrando a Faido è infatti possibile riuscire a non farsi controllare. E questo attraversando i centri abitati di Pollegio, Bodio e Giornico: «Una pratica che pesa sulla popolazione, esposta al rumore e alle emissioni inquinanti, come pure ad una diminuzione della sicurezza per la mobilità in centro paese». Oltre al fattore inquinamento («un autocarro produce tante emissioni quanto dieci automobili») Valsangiacomo evidenzia anche «la tendenza all’eccesso di velocità: nel 2025 la velocità media dei carri pesanti è stata di 90 km/h a fronte di un limite di velocità di 80 km/h».

Problematica nota

«La problematica è nota», si legge ancora nell’interrogazione, poiché è stata sollevata da un’interrogazione del consigliere nazionale Bruno Storni. «La soluzione, come suggerita dal Consiglio federale, sarebbe semplice: installare un divieto di transito carri pesanti alla rotonda di Pasquerio, con eccezione per il servizio a domicilio». Secondo la firmataria il vantaggio sarebbe duplice: «Si eviterebbe di incoraggiare il comportamento di elusione dei controlli, dando sollievo ai borghi caratterizzati dall’attraversamento».

Le domande rivolte al Governo

Sulla base di queste premesse Valssangiacomo pone al Consiglio di Stato diverse domande:

1. Negli ultimi tre anni sono stati effettuati controlli di velocità specificamente mirati al superamento del limite massimo di velocità per i camion (80 km/h)?

2. In caso affermativo: con quale frequenza sono stati effettuati i controlli, con quale frequenza i camion hanno superato il limite di velocità su quante strade in media e a quale velocità viaggiano?

3. In caso negativo: perché la velocità dei camion non viene controllata in modo più approfondito almeno sui tratti fortemente trafficati dal traffico pesante?

4. Quali possibilità, anche di natura tecnologica o strategica in materia di controlli, intravede il Governo cantonale per affrontare efficacemente il problema? Sono necessari, ad esempio, sui tratti di transito, autovelox mobili e/o fissi orientati ai camion?

5. Le multe sono sufficientemente elevate da avere un effetto deterrente?

6. Sono necessari contributi per le autorità cantonali, ad esempio provenienti dai proventi della tassa sul traffico pesante, affinché si effettuino maggiori controlli specifici sui camion?

7. Come viene valutata la posa di una segnaletica di divieto attraversamento carri pesanti presso la rotonda di Pasquerio? Quali sono i motivi per cui la misura non sarebbe più prevista?