Bellinzona

«I castelli rimangono pubblici e non cambiano nome»

Il Municipio di Bellinzona ha tenuto a Palazzo Civico un momento d’incontro aperto alla popolazione e ai media in vista della votazione comunale del 27 settembre: «Basta cannonate sulla Fortezza»
Red. Online
15.09.2026 15:23

«Basta cannonate sulla Fortezza». Il Municipio di Bellinzona in corpore ha tenuto oggi a Palazzo Civico un momento d’incontro aperto alla popolazione e ai media in vista della votazione comunale del 27 settembre. Un appuntamento voluto sia per dialogare con le persone interessate al tema sia per rimettere doverosamente il campanile al centro del villaggio. Secondo l’Esecutivo, infatti, in queste settimane di campagna dal fronte contrario si è detto di tutto e di più, avanzando argomenti spesso fuorvianti e non corretti, e spostando volutamente il tema dal vero e unico oggetto del voto – i contenuti del Progetto di valorizzazione del Patrimonio UNESCO – su quello del nome del complesso fortificato medievale.

«Lo ribadiamo perché siamo istituzionalmente chiamati a farlo: non si vota sul nome dei castelli», ha affermato prendendo la parola per primo il sindaco Mario Branda. «Contrariamente a quando dicono i contrari, i nomi dei nostri castelli non cambieranno a seguito di un fantomatico decreto municipale, bensì continueranno a chiamarsi ognuno con il proprio nome». La votazione comunale del 27 settembre concerne il credito di 19,1 milioni di franchi votato lo scorso 9 marzo dal Consiglio comunale, contro cui è stato presentato il referendum.

Ma cosa prevede questo Progetto, a cui la Città parteciperà direttamente con 4,5 milioni di franchi, mentre il resto verrà coperto per la maggior parte da Cantone e Confederazione, ovviamente a patto che il Comune faccia la sua parte? Si tratta, 26 anni dopo aver ricevuto il riconoscimento UNESCO, di «intervenire in maniera importante sulle strutture, ammodernandole, e sull’offerta museale, che sarà migliorata e ampliata così come i sistemi di accesso e la sicurezza, con l’obiettivo di incrementare progressivamente i visitatori, a beneficio anche dell’economia locale». Ma attenzione: «Se in votazione dovesse prevalere il NO, i soldi che sono stati riservati per questo Progetto non saranno destinati ad altre iniziative bensì andranno oggettivamente persi».

«Più opportunità per tutti»

Il Sindaco, accompagnato dai colleghi Municipali, ha ricordato anche che non si vota nemmeno su una altrettanto fantomatica 'svendita' dei castelli. «I castelli sono di proprietà pubblica e rimarranno pubblici, nelle mani del Cantone, mentre a gestire il complesso e il loro rilancio sarà una Fondazione di cui faranno parte i rappresentanti degli Enti pubblici, secondo un modello di governance ritenuto efficiente e funzionale al compito che dovrà in ogni caso essere discusso e avallato». E ancora, da dove arriva questo Progetto? «Non nasce dall’improvvisazione, anzi, è frutto di oltre un decennio di lavoro e riflessioni che hanno trovato un’ampia condivisione politica tra la maggioranza dei partiti, un fatto non scontato».

«Questo progetto affonda le sue radici nel 2014, quando io e il collega Mattia Lepori sedevamo ancora sui banchi del Liceo», ha sottolineato da parte sua il vicesindaco Fabio Käppeli ricordando che si è trattato di un lavoro lungo, serio e approfondito. E se il Progetto dovesse essere respinto? «Contrariamente a quanto affermano i contrari, che si guardano bene dal presentare un’alternativa, non esiste un Piano B: i cittadini devono essere consapevoli che se vince il NO, per i prossimi 20 anni almeno non succederà più nulla a favore della Fortezza, come purtroppo è stato il caso dall'iscrizione nella lista del Patrimonio UNESCO sino a oggi». Secondo il Vicesindaco, infine, «la domanda da porsi è: ‘Quale città vogliamo lasciare in eredità alle future generazioni?’». La risposta: «Vogliamo lasciare loro una Città con una migliore qualità di vita, nuovi posti di lavoro e più opportunità per tutti, dai singoli cittadini alle imprese». Anche per questi motivi legati al necessario sostegno ad economia e commercio, il Municipio, compatto, ribadisce l’auspicio che si smetta di lanciare cannonate poco responsabili sulla Fortezza, e invita a votare un chiaro SÌ il 27 settembre.