I commerci soffrono il caldo, ma c'è attesa per l'autunno

Un’estate coi fiocchi? Sì e no. Ai negozi di Bellinzona, l’ampia vetrina della tappa del Giro d’Italia, andata in scena a fine maggio, ha sicuramente fatto bene. Ma l’incessante canicola ha forse attutito quella che poteva essere un’ulteriore crescita nei mesi seguenti. A sottolinearlo è Claudia Pagliari, presidente della Società dei commercianti della capitale: «Dal punto di vista dei volumi, il commercio locale sta vivendo un’estate sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno».
Cambi culturali
Protrattosi su interminabili settimane in tutta Europa, il periodo di alte temperature sta avendo, come prevedibile, un impatto non indifferente anche sulle attività del Bellinzonese. «Le abitudini dei nostri clienti sono cambiate», conferma Pagliari. «La prolungata allerta canicola ha modificato gli orari in cui le persone si muovono e fanno acquisti a Bellinzona». Più persone al mattino e nel tardo pomeriggio, grandi vuoti dopo pranzo: adattamenti naturali al solleone, questi, che - «ulteriormente potenziati da direttive rivolte ad alcune categorie professionali» -, hanno influito sui flussi di persone che frequentano il centro e i negozi turriti.
Qualche commerciante ha cercato di chiudere più tardi, ma al momento mancano i numeri, ci spiega la presidente, per giustificare un’apertura sistematica serale. In futuro chissà. «Considerato che, con queste temperature, dovremo sempre più farci i conti, sarebbe un buon momento, ora, per un’azione coordinata». Ma per cambiare abitudini serve tempo, e una vera e propria rivoluzione culturale: «La maggior parte degli acquisti avviene, ancora, in mattinata».
Una tendenza generale
Dopo un inizio d’anno difficile, segnato da una serie di chiusere eccellenti in viale Stazione, la situazione per i commerci di Bellinzona si è stabilizzata negli scorsi mesi, grazie anche all’arrivo di altre attività di livello. Nessuna crisi, insomma, anche se, al netto di un normale «ciclo vitale» dei negozi, spiega Pagliari, la situazione a Bellinzona - come del resto in tutta la Svizzera - rimane non ottimale. «Il confronto con il commercio online, e in parte l’acquisto oltrefrontiera, rimane forte in tutto il Paese. Un po’ ovunque, le vie un tempo vivaci tendono a svuotarsi. Ma ciò che vedo nei miei viaggi di lavoro, e anche qui a Bellinzona, è la volontà dei negozianti di adattarsi, di lavorare d’inventiva per proporre nuovi servizi con i quali attirare la clientela».
Il peso dei social
Le settimane (e i mesi) che verranno si preannunciano pieni. A partire dal 30 agosto, quando il calendario cittadino segnala prevede un’altra edizione di «Belli sold out», l’evento che permette ai negozi del centro storico di proporre articoli di fine serie a prezzi scontati. Ma c’è particolare attesa, ci spiega la presidente della Società dei commercianti, per il mese d’ottobre, durante il quale si terrà il mercato autunnale con la rassegna dei formacci e la seconda edizione di «Bellinzona in zucca». Proprio l’evento dedicato alla zucca, introdotto lo scorso anno, si è dimostrato un appuntamento importante: «Ci ha stupito per quanta gente ha portato in città, incuriosita soprattutto dall’esposizione di zucche giganti», racconta Pagliari. Sui social, le fotografie dell’evento hanno creato una reazione a catena: «Tutti volevano fotografare la zucca gigante vincitrice del concorso». Un caso che porta a una riflessione sul mondo digitale, troppo facilmente percepibile - alla luce della rivalità con l’e-commerce - come una dimensione antitetica a quella dei negozi «reali». I social «non vanno demonizzati: possono diventare uno strumento, per il commercio tradizionale, per portare clienti nei negozi. La nostra società sta lavorando per ampliare i propri canali, grazie anche all’ingressso di nuovi volontari che stanno dando un ulteriore impulso alla comunicazione».
Nei prossimi mesi, ci spiega Pagliari, riprenderà, ad esempio, «Conosciamoci»: un progetto di promozione che permette ai membri di presentare sui canali social della Società dei commercianti la propria attività, raccontare la storia del negozio e dare un volto al team che lo gestisce. Con i nuovi arrivi di quest’anno fra i commercianti, verrà poi presentata una «versione aggiornata della tradizionale mappa dello shopping», conclude Pagliari, sviluppata nell’ambito del progetto.
