I corsi di nuoto «perdono» i bus e dispiace non solo alle famiglie

Molto attesi e molto frequentati. Ma anche organizzati scrupolosamente. Lo sono i corsi di nuoto estivi proposti dalla Società Nuoto Mendrisio alla piscina comunale del capoluogo. Corsi che si tengono da oltre 50 anni e che richiamano centinaia di bambini e ragazzi tra i 4 e i 14 anni da tutta la regione.
L’edizione 2026 dei corsi è però per certi versi iniziata in salita. La ragione è una modifica organizzativa, se così vogliamo chiamarla: la rinuncia a un servizio che ha provocato dispiacere trasversale. Tra gli organizzatori, tra le famiglie dei bambini partecipanti e tra chi questo servizio lo assicurava da anni. I giovani iscritti quest’anno non potranno usufruire del trasporto in bus dai paesi di residenza della zona alla piscina di Mendrisio. Un trasporto molto apprezzato che veniva organizzato da circa 20 anni dalla stessa Società Nuoto Mendrisio (SNM).
Strada senza sbocco
«Siamo molto dispiaciuti anche noi», esordisce il presidente della SNM Marco Ferri quando gli chiediamo spiegazioni sulla mancata organizzazione del trasporto per i corsi che inizieranno il 18 giugno e si protrarranno sino al 1. luglio. «L’intenzione – prosegue il nostro interlocutore – era assolutamente di organizzare il trasporto in bus dai vari comuni del comprensorio anche quest’anno». A garantire la copertura dei costi del servizio di trasporto sono i Comuni che decidono di partecipare a queste spese, ci viene spiegato. Il costo non ricade quindi sui singoli partecipanti, che pagano soltanto i corsi di nuoto veri e propri, ma sui Comuni che decidono di fare un passo in questa direzione. «Nell’Alto Mendrisiotto praticamente tutti i Comuni aderivano al servizio», spiega ancora Ferri. I bus organizzati ogni giorno per tutta la durata del corso sono normalmente 7, ognuno trasporta i partecipanti di un paese del comparto. «Come ogni anno, anche quest’anno, abbiamo preso contatto con Autolinea Mendrisiense SA (AMSA) per organizzare i trasporti. Purtroppo in questa occasione AMSA ci ha fatto sapere di non poter garantire questi collegamenti e ha rinunciato al servizio».
La risposta negativa ha prontamente portato la SNM a cercare un’alternativa. Ma anche quella strada è risultata senza sbocco: «Abbiamo provato a rivolgerci a dei privati, ma il costo che ci è stato preventivato per i Comuni era troppo alto e non sostenibile. L’opzione di farlo ricadere sui bambini non era percorribile perché avrebbe più che raddoppiato il costo a carico delle famiglie, quindi a malincuore abbiamo dovuto rinunciare al trasporto organizzato», conclude Ferri. «Ci dispiace molto per la rinuncia, abbiamo cercato invano una soluzione. Da parte nostra abbiamo fatto tutti i passi possibili per garantire il servizio, ma purtroppo mancano i presupposti. Sappiamo tuttavia che ci sono dei Comuni che si stanno muovendo autonomamente per provare a garantire il trasporto a Mendrisio, qualcosa si sta quindi muovendo», aggiunge il nostro interlocutore.
«Informato con anticipo»
Sulla vicenda abbiamo interpellato anche AMSA, chiamata in causa dalla Società Nuoto Mendrisio. A rispondere alla nostra richiesta di chiarimenti è il direttore Ivano Realini, il quale per prima cosa esprime a sua volta dispiacere per la mancata organizzazione del servizio: «Abbiamo informato con anticipo gli organizzatori di non essere in grado di assicurare il servizio di trasporto quest’anno. Ci dispiace molto ma allo stato attuale non abbiamo le risorse per garantire per 10 giorni un servizio extra linea come quello che serve per i corsi di nuoto», spiega Realini. Un servizio che si traduce in sette bus ogni giorno e altrettanti autisti. «In questo periodo abbiamo delle difficoltà a livello di personale: siamo confrontati con diverse assenze a lungo termine e abbiamo dovuto rinunciare». Impossibile dire oggi se la rinuncia è solo temporanea e limitata ai corsi 2026, oppure se la situazione si ripeterà nei prossimi anni, aggiunge il direttore di AMSA. «Per noi è un impegno importante e per dire di sì occorre essere sicuri di poter garantire il servizio. Si tratta di un trasporto impegnativo che necessita di autisti formati. Abbiamo consigliato delle ditte alternative agli organizzatori, ma evidentemente non si è trovato un accordo», conclude Realini.
Viabilità da gestire
In assenza dei bus, a rappresentare un problema potrebbero diventare le auto di chi accompagna i giovani in piscina (e li riaccompagna a casa dopo le lezioni). «A occuparsi della questione è il Comune, che si sta organizzando», spiega Ferri. Sul proprio sito la SNM sottolinea già che «l’unico posteggio che potrà essere utilizzato è quello ufficiale della piscina comunale in via San Martino. Tra le 8.30 e le 9.30 e tra le 11.00 e le 12.00 è vietata la sosta, anche temporanea, lungo via Laveggio».
