I fondi sottratti alla Disti? «Una situazione significativa»

L'allontanamento dalla Disti di Enzo Lucibello, storico presidente dell'associazione, è destinato a scuotere il mondo della grande distribuzione ticinese. Da una parte la stessa associazione stamane ha fatto sapere di aver «individuato un utilizzo improprio di fondi dell'Associazione da parte del proprio presidente», decidendo dunque di cessare «tutte le funzioni ricoperte da Lucibello in seno all’Associazione». Dall'altra il diretto interessato nel pomeriggio in una nota scritta ha voluto «precisare che non è stato sottratto alcun importo ai danni dell’associazione» e che tutte le operazioni da lui effettuate «sono tracciabili, documentate e svolte alla luce del sole», opponendosi dunque «a qualsiasi lettura« che lasci intendere un suo «arricchimento personale o un uso fraudolento dei mezzi dell’associazione».
Insomma, l'uomo immagine e tuttofare dell'associazione è stato allontanato con accuse non indifferenti. Accuse che, come visto, sono però state rispedite al mittente dal diretto interessato. Sia come sia, come detto la vicenda è destinata ad agitare il mondo della grande distribuzione del nostro cantone. Abbiamo provato a contattare diversi attori coinvolti e rappresentati dalla Disti, ma – tra lo stupore generale per quanto avvenuto – quasi nessuno ha voluto fornire dichiarazioni pubbliche sulla vicenda, rimandando la comunicazione ufficiale alla stessa Associazione. La quale, da noi contattata via e-mail, senza entrare nei dettagli ha comunque fornito, tramite un portavoce, alcune brevi precisazioni.
Ad esempio, riguardo alle tempistiche, ha spiegato al Corriere del Ticino che «la situazione è stata riscontrata negli scorsi mesi nell’ambito delle normali attività del Comitato» e che, «una volta venuti a conoscenza dei fatti, sono stati avviati immediatamente i necessari approfondimenti». In merito ai già citati «fondi», il portavoce dell’associazione ha spiegato di non ritenere «opportuno fornire dettagli sulle modalità o sulle cifre coinvolte», tuttavia ha confermato che «si tratta di una situazione significativa, ma non tale da mettere in pericolo l’operatività dell’Associazione».
Stando a nostre verifiche è prematuro oggi dire se la vicenda avrà risvolti penali. E, dunque, per sapere se un incarto sarà aperto al Ministero pubblico. Su questo fronte, ad ogni modo, il portavoce ha fatto sapere che «al momento possiamo limitarci a confermare che stiamo valutando e preparando le necessarie azioni legali».


