I partiti davanti al preventivo: serve coraggio e visione

Da un lato un Preventivo 2027 che ricalca a grandi linee quelli degli ultimi anni; dall’altro la volontà del Governo di agire in futuro con maggiore decisione, in modo strutturale per provare a parare il colpo dei futuri aggravi: la riforma EFAS, l’abolizione del valore locativo, l’implementazione delle due iniziative di cassa malati e il pacchetto di riequilibrio finanziario dettato dalla Confederazione. Centinaia di milioni di franchi di uscite che andranno in qualche modo attutiti. Riuscirà la politica a mettersi d’accordo?
«Alla buon’ora»
Per Alessandro Speziali, con il Preventivo 2027 il Governo «si è salvato un po’ in corner». Tradotto: si doveva fare di più. «Si ha l’impressione che il Consiglio di Stato, mentre sta piovendo, cammini sotto il cornicione per bagnarsi il meno possibile», prosegue il presidente del PLR. Il messaggio presentato conferma, per Speziali, l’immagine di un Esecutivo «che presenta misure immediate ma senza affrontare con sufficiente determinazione lo squilibrio delle finanze cantonali». Il Governo ha però promesso che, con la prossima legislatura, lavorerà a un pacchetto più sostanzioso e incisivo. «Alla buon’ora», commenta ancora Speziali. «Il PLR chiedeva da tempo questo esercizio. Un esercizio che permette finalmente di avere un orizzonte, cifre e obiettivi concreti. E in cui i sacrifici saranno inevitabili».
Il pacchetto messo sul tavolo dal Governo, però, per il presidente liberale radicale è un po’ come «passare la palla agli altri. L’ammissione definitiva di quella stanchezza dell’Esecutivo di cui si parla da tempo». In ogni caso, non bisogna perdere altro tempo. Per Speziali, la manovra, viste le cifre in continuo peggioramento, andrà preparata da subito. Sì, ma il PLR, conclusa l’era Christian Vitta, vorrà ancora l’onere delle finanze cantonali e dell’economia? «Assolutamente sì», taglia corto Speziali. «I tempi sono difficili, è vero, ma abbiamo sempre detto che la responsabilità si misura nel coraggio e nell’impegno, non nelle soluzioni comode». Detto ciò, per il presidente del PLR servirebbe una riforma dei Dipartimenti, un nuovo Lago d’Orta. «Una revisione totale permetterebbe di ripartire da nuove basi, di abbattere i muri del dipartimentalismo e avviare riforme trasversali per affrontare una fase finanziariamente molto complessa, e non solo».
«I problemi rimangono»
Più asciutto, ma non meno critico, il commento di Fiorenzo Dadò, secondo cui «si tratta del tipico preventivo di fine legislatura, che non infastidisce nessuno o quasi». Ergo, non contiene alcuna misura degna di nota. E questo, secondo il presidente del Centro, non è un buon segno. Perché «i problemi rimangono tali e quali». A questo punto non resta che augurarsi un cambio di passo nei prossimi anni. «Speriamo che qualcuno, all’interno del nuovo Governo, quei problemi li voglia affrontare per davvero». Ma prima di ogni cosa, prima quindi di una manovra profonda e incisiva, anche Dadò solleva la questione della riforma. «Non si può prescindere da una revisione generale dei compiti, sia dei Dipartimenti, sia dell’amministrazione cantonale», sottolinea. Una riforma che, per il presidente del Centro, «dovrà essere sottoposta al Parlamento, ai Comuni, alle associazioni economiche e ai sindacati».
«Quegli sgravi fiscali...»
Qualche elemento di ottimismo in più lo si ritrova a sinistra dello schieramento politico. Fabrizio Sirica, infatti, sottolinea con soddisfazione che «dopo anni di attacchi ai sussidi, stavolta non sono stati effettuati tagli». Il co-presidente socialista riconduce il tutto alla vittoria dell’iniziativa del 10%. Ma alcuni elementi di preoccupazione, inevitabilmente, ci sono. Sirica indica ad esempio nella voce «entrate» del Preventivo 2027 un aspetto problematico. «Non ne sono praticamente previste», dice. Si prosegue, dunque, nella strategia «degli sgravi fiscali portata avanti negli ultimi dieci anni dalla maggioranza di centrodestra, e che ha prodotto la situazione di squilibrio dei conti in cui ci troviamo oggi». Un altro elemento critico è anche il carovita, giudicato insufficiente e un «cattivo segnale» anche guardando al settore privato.
Guardando al futuro, e dunque al piano messo in campo dal Governo per provare a rientrare dai deficit sempre più pesanti, il PS sottolinea un’apertura alla collaborazione. «Siamo disposti a sederci a un tavolo per discutere una visione organica di medio termine», aggiunge infatti Sirica. «Di fronte alle sfide, non si può stare fermi». La ricetta del PS? «Redistribuzione», chiosa Sirica. «Siamo disposti a ragionare, a patto però di guardare anche alle entrate». Ci vuole, insomma, una «simmetria dei sacrifici». Per i Verdi, come si legge in una nota, si tratta semplicemente di un «preventivo elettorale».
«Perdita zero»
«È il preventivo del rinvio», attacca invece Michele Guerra. «Il problema è che temporeggiare ha un costo: mentre aspettiamo, la spesa continua a crescere e i disavanzi si accumulano», prosegue il deputato leghista. «Nel 2026 la spesa era già aumentata di oltre 100 milioni; oggi aumentano altri 107,7 milioni e resta un disavanzo di 98,5 milioni. Avevamo suonato il campanello d’allarme già l’anno scorso, chiedendo perdita zero e interventi sulla spesa. Siamo rimasti soli». Guerra, commentando il piano futuro del Governo, spiega che «un intervento strutturale pluriennale può avere senso e un consenso ampio può facilitarlo. Ma non può diventare un alibi per aspettare. Il Piano finanziario prospetta disavanzi di 236 milioni nel 2028, 411 nel 2029 e 460 nel 2030: lo stesso Governo definisce non sostenibili questi livelli. Per questo riproporremo perdita zero, nessun nuovo onere per cittadini e Comuni e interventi sulla spesa. Il confronto politico può iniziare subito».

