Il caso

I soldi investiti a Lugano, il buco e l'agente segreto

Un gestore italiano patrimoniale comparirà davanti alle assise criminali con l’accusa di essersi impossessato di 2.8 milioni di franchi - La vicenda nel 2021 aveva interessato anche la trasmissione televisiva Le Iene - La vittima del presunto raggiro: «Ho perso i risparmi di una vita»
Il procuratore pubblico titolare dell’inchiesta è Daniele Galliano. (FOTO GABRIELE PUTZU)
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
14.07.2026 06:00

Lui, un cittadino italiano di 78 anni, chiede solo giustizia. Perché ritiene di essere stato raggirato, e non poco, da un altro cittadino italiano, di 74 anni, che da Lugano, dove operava da almeno un trentennio, avrebbe dovuto gestire e investire il suo denaro e invece non l’avrebbe fatto. Tanto denaro. Si parla di 2.8 milioni di franchi.  I capi d’accusa spiccati l’ottobre scorso dal procuratore pubblico, Daniele Galliano, nei confronti del 74. enne – per fatti accaduti nel periodo che va dal 2013 al 2016 - sono di ripetuta appropriazione indebita aggravata, ripetuto riciclaggio di denaro e amministrazione infedele aggravata. Accuse contro le quali il gestore patrimoniale dovrà difendersi di fronte alla Corte delle assise criminali.

Se non fosse per alcuni dettagli o particolari, questa storia di malversazioni potrebbe assomigliare a tante altre andate in scena molto spesso in aula. Ma così non è. Tanto che del caso nel marzo del 2021 se n’è occupata anche la trasmissione Le Iene di Mediaset.

Il 74. enne gestore patrimoniale non negherebbe di aver ricevuto i soldi dal 78. enne, ma sosterebbe di averli consegnati a un fantomatico agente segreto, che si sarebbe sempre presentato con il nome di Paolo o con un alias altisonante: agente 24.

Le indicazioni «segrete»

«La prima volta che ho incontrato Paolo è stato nel maggio del 2017 – racconta oggi il 78. enne – mi ha dato appuntamento a San Marino e mi ha spiegato che non potevo assolutamente più contattare il gestore patrimoniale a cui avevo affidato i risparmi di una vita. Successivamente Paolo mi ha ancora contattato ma sempre con numeri anonimi. Tutto questo è durato più di un anno. Poi, mi sono reso conto che stava solo prendendo tempo e nel 2019 ho denunciato tutto».

Da allora si sono susseguiti interrogatori, verbali, inchieste, decreti di abbandono, reclami al Tribunale di appello; sono cambiati avvocati e anche procuratori pubblici. Fino all’ottobre scorso, quando Galliano ha spiccato l’atto d’accusa. Interrogato dalla Magistratura, agente 24 nega ogni circostanza.

«Erano i miei risparmi»

Desideroso di mettere i suoi risparmi al sicuro in Svizzera, il 78. enne – che non sarebbe l’unico ad aver subito delle malversazioni da parte del gestore patrimoniale, il quale in parte avrebbe risarcito le altre vittime - inizia a guardarsi in giro già dal 1995. Qualche anno dopo dei conoscenti gli presentano il 74. enne. «Non ero interessato a investimenti strabilianti, volevo solo mettere al sicuro i miei risparmi», ribadisce la presunta vittima del raggiro, che sarebbe stato portato a termine in un ufficio di Lugano.

A parte qualche decina di migliaia di franchi ricevuti ogni anno, definiti dal gestore patrimoniale come utili sugli investimenti, il 78. enne non chiede e non riceve, continuando a versare soldi.

I tentativi infruttuosi

Nel 2009 però il governo Berlusconi vara un primo scudo fiscale e il 78. enne decide di approfittarne. Il 74. enne però non si sarebbe fatto trovare o avrebbe campato scuse e alla fine non se ne fa niente. Nel 2016 ricapita l’occasione con la «voluntary disclosure», ma il tentativo con il gestore patrimoniale andrebbe a vuoto un’altra volta.

Così, la presunta vittima decide di verificare di persona e si reca nella banca di Lugano dove ci sarebbero stati i suoi soldi. Peccato che non li trova. O meglio. «Ho trovato solo briciole, il conto era stato azzerato», precisa. È a quel punto che sarebbe entrato in scena Paolo, l’agente 24. Che avvisa il 78.enne di non contattare più il suo gestore patrimoniale. Fino a quando il bubbone alla fine scoppia comunque.