I tanti ricorsi dal Mendrisiotto e il lavoro extra per il Tribunale

Da una parte ci sono lo sviluppo proporzionato e armonioso dei villaggi (più o meno grandi) e la necessità di rispettare le regole, dall’altra c’è il diritto dei cittadini a utilizzare i terreni di loro proprietà come meglio credono (seppur allineandosi a ciò che dicono i Piano regolatori). Nel mezzo c’è ciò che negli scorsi mesi ha provocato un sensibile aumento del lavoro del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), come sottolineato anche nel rapporto 2025 del Tribunale stesso, dove si parla di «ricorsi quadruplicati rispetto all’anno precedente».
Il tema di fondo è quello della scheda R6 del Piano direttore cantonale, un documento che impone ai Comuni di verificare il dimensionamento delle zone edificabili dei PR e, in caso di sovradimensionamento (vale a dire se le riserve rispetto al fabbisogno dei prossimi 15 anni sono superiori al 120%) di adottare misure concrete (di salvaguardia della pianificazione), in attesa di un adattamento del PR stesso. Ne esistono tre: la Zona di pianificazione, la decisione sospensiva quando le domande di costruzione sono in contrasto con uno studio pianificatorio in atto, o il blocco edilizio alle modifiche edilizie fino all’entrata in vigore del nuovo PR.
Tutti i Comuni ticinesi stanno pian piano facendo i metaforici compiti. Molti di loro hanno scelto la via della Zona di pianificazione, strategia che blocca temporaneamente (per 5 anni) lo sviluppo in determinate aree. Aree che a volte sono di proprietà pubblica e che altre volte sono invece private. La conseguenza? Il blocco di potenziali progetti edificatori e i ricorsi, che in questi mesi sono stati inoltrati a decine. Nel rapporto annuale 2025 la presidentessa del TRAM Flavia Verzasconi rendeva noti una cinquantina di reclami. Un numero a cui nei primi mesi del 2026 si è aggiunta un’ulteriore ventina di ricorsi. Il totale è di 75 ricorsi inoltrati finora. La particolarità è che la grande maggioranza di questi ricorsi giunge dal Mendrisiotto e dal Basso Ceresio.
Il primato, se così vogliamo chiamarlo, è dei Comuni di Mendrisio e Castel San Pietro. Da entrambe le località, fa sapere Verzasconi, sono giunti 15 ricorsi (nel caso del capoluogo dai quartieri di Genestrerio, Salorino, Mendrisio, Ligornetto e Arzo). Dal Mendrisiotto sono inoltre stati trasmessi 6 ricorsi da Vacallo e 4 da Balerna. Per quanto concerne il Basso Ceresio, 11 reclami sono stati inoltrati da Val Mara. Per un totale di 51 gravami dalla regione (allargata). A questi si aggiungono 12 ricorsi da Capriasca, 5 da Bioggio, 4 da Origlio e 3 da Bellinzona (Giubiasco).
I ricorsi sono tutti pendenti e considerata la mole di lavoro che implicano, così come la delicatezza della questione, è difficile stimare quando potranno giungere le sentenze: «L’onere per l’evasione di tutti questi ricorsi non sarà indifferente, con tempi di evasione incerti», spiega a questo riguardo Verzasconi.
Due esempi
Per comprendere meglio lo scopo delle Zone di pianificazione sfruttiamo gli esempi di Castel San Pietro e Mendrisio. Nella prima località lo scorso marzo il Municipio aveva giustificato la misura spiegando che secondo le previsioni nei prossimi anni la popolazione aumenterà di 350 unità, massimo 400. Secondo questo scenario, le riserve di zona edificabile avrebbero una capacità del 169% rispetto al fabbisogno. Tradotto in parole povere: ci sarebbe la possibilità di costruire troppo rispetto a quanto possa evolvere il paese. Da qui, appunto, la volontà di istituire la Zona di pianificazione.
«In linea con la visione paesaggistica contenuta nel Piano direttore comunale – illustrava invece la Città di Mendrisio in una nota dello scorso giugno -, sono stati individuati i terreni particolarmente sensibili che andrebbero preservati escludendoli dalle zone edificabili. Tali terreni si trovano principalmente ai margini delle zone insediative. Alcuni di questi, oltre a presentare una sensibilità paesaggistica, mostrano anche un notevole interesse per la fruibilità pubblica e possono situarsi anche all’interno delle zone insediative». L’intento è di adottare delle varianti di Piano regolatore per ridurre il potenziale edificatorio, in attesa che questo esercizio si concretizzi, il Municipio ha attivato una Zona di pianificazione, che tocca terreni in 7 quartieri: Salorino, Mendrisio, Ligornetto, Genestrerio, Capolago, Besazio e Arzo.
