Alta Leventina

«I tempi per l’aggregazione sono veramente maturi»

Faccia a faccia fra i sindaci di Prato e Quinto, rispettivamente Davide Gendotti ed Aris Tenconi, sul progetto di fusione il cui studio verrà presentato stasera ai Legislativi – «La porta per gli altri Comuni resta aperta»
Una veduta panoramica della frazione di Ambrì. © CDT/Gabriele Putzu
Davide Rotondo
Davide Rotondo
12.06.2023 06:00

Il giorno tanto atteso è arrivato. Lunedì sera verrà presentato ai Legislativi di Prato Leventina e Quinto lo studio aggregativo per l’unione in alta valle. Il CdT ha dato la parola ai sindaci, rispettivamente Davide Gendotti ed Aris Tenconi. La votazione consultiva è in agenda in novembre.

Perché secondo voi i tempi per l’aggregazione sono maturi e quali sono i principali vantaggi? Ci sono anche svantaggi?
Gendotti «I tempi sono maturi da anni. Ora è diventata un’opportunità da cogliere seriamente ed in parte una necessità per permetterci di far fruttare in modo positivo questo periodo di crescita che vede coinvolta la regione. Potrebbe esserci inizialmente una leggera disaffezione alla cosa pubblica, aspetto che verrebbe però presto compensato da una maggiore attrattiva per un ente più performante e che possa affrontare in modo più semplice e professionale progetti e gestione comunale».
Tenconi «L’aggregazione di due piccoli Comuni, come nel nostro caso, dovrebbe poter permettere ai nuovi amministratori di gestire meglio le limitate risorse disponibili e rispondere in modo più adeguato alle necessità della popolazione al fine di garantire una adeguata qualità di vita. Come è il caso per molti altri Comuni di regioni periferiche di piccola taglia, la fusione risponde anche in parte ad una crescente difficoltà di trovare persone che si mettono a disposizione per la cosa pubblica. L’aggregazione potrebbe in parte risolvere questo problema e soprattutto dare nuovi stimoli per una partecipazione attiva».

Quali segnali vorreste mandare agli altri Comuni leventinesi? La porta per Dalpe, Bedretto e Airolo rimane aperta?
Gendotti «Ci sono due situazioni ben distinte: Airolo è propenso ad un’eventuale aggregazione (lo era già 15 anni fa), ma attualmente è comprensibilmente assorbito negli importanti progetti che concernono il suo territorio. Quando questi saranno ben avviati, auspico si possa riaprire un discorso di fusione concreto. Dalpe e Bedretto sono invece da sempre contrari ad un’aggregazione. Fintanto che riusciranno a mantenere un carico fiscale così basso, limitando di conseguenza al massimo gli investimenti, immagino non vi sia motivo per cui cambino idea. Premesso che prima dovremo, spero, concretizzare la fusione Prato Leventina-Quinto, ma in ogni momento sarà certamente possibile rivalutare un’aggregazione anche con gli altri Comuni. Con tutti gli enti regionali rimane comunque un’ottima collaborazione».
Tenconi «Dalla media Leventina abbiamo ricevuto dei segnali. Noi vorremmo prendere spunto da questo loro progetto che sembra aver dato dei buoni frutti per compiere un primo significativo passo verso una aggregazione di tutta l’Alta Leventina. Per questa ragione la porta per il dialogo con gli altri tre Comuni (Dalpe, Bedretto ed Airolo) è certamente sempre aperta».

Quello dello spopolamento delle valli è un tema importante. Quali sono i progetti chiave che, come Comune aggregato, vorreste implementare?
Gendotti «Guardiamo al futuro con una certa positività, gli ultimi anni dimostrano infatti che vi è un certo ritorno nella nostra regione. Ciò può avvenire in modo più affermato unicamente se teniamo la giusta pressione e costanza su progetti che abbiano quale obbiettivo generale la residenza per le famiglie (servizi, qualità dell’abitazione in particolare), il turismo (promozione, impianti di svago, infrastrutture di qualità) e la salvaguardia e valorizzazione del territorio (in sostanza quello di cui già disponiamo e che tendiamo ogni tanto a dimenticare). Questi indirizzi sono contenuti nello studio aggregativo, non si è voluto però legare lo stesso in modo troppo preciso a puntuali progetti per lasciare all’eventuale futuro nuovo Comune l’autonomia e competenza di muoversi all’interno di questi filoni. Ricordo che, parallelamente, è in fase di progetto il masterplan Leventina. Questo importante strumento strategico permetterà di uniformare gli indirizzi che l’intera regione auspica, agevolando notevolmente i processi di attuazione dei relativi progetti».
Tenconi «Lo spopolamento delle valli lo si combatte cercando soluzioni per riportare le famiglie nei Comuni. Quinto sta studiando la questione e ritiene che il fenomeno dello spopolamento lo si combatte poggiando la strategia principalmente su due pilastri: il rilancio della zona artigianale e industriale per la creazione di nuovi posti di lavoro, la rivitalizzazione dei nuclei - stimolando i privati ad investire - per creare nuove opportunità d’alloggio di buona qualità oltre al mantenimento e miglioramento dei servizi alla cittadinanza. Questa visione è stata condivisa anche in occasione del workshop sull’aggregazione dei due Comuni che si è tenuto in novembre. In sostanza il primo progetto chiave del Comune aggregato è quello di promuovere il proprio territorio quale luogo ideale di residenza per le famiglie. Un territorio ottimamente raggiungibile con i mezzi pubblici e privati, con servizi scolastici di ottima qualità composti da asilo nido, SI, SE e Medie, con mensa, piscina e palestra recentemente ristrutturate e un’offerta interessante di altri servizi e molte società e associazioni attive».

Oltre al sostegno finanziario, vi aspettate altro dal Cantone?
Gendotti Che dia finalmente un chiaro segnale di decentralizzazione, portando parte dei suoi servizi in zone periferiche come la nostra».
Tenconi «Il contributo finanziario del Cantone per l’aggregazione è senz’altro un aiuto interessante per avviare il progetto. Dal Cantone ci si attende però un sostegno nel tempo. Le regioni periferiche sono economicamente più deboli dei centri, e non devono essere abbandonate, ma sostenute costantemente per poter far fronte agli impegni per garantire i servizi ai cittadini, ai numerosi villeggianti - proprietari di abitazioni secondarie - e ai turisti. Così si potrà mantenere un’economia sana».

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