Lugano

Il buon vecchio Conza non va ancora in pensione

Con il progetto del polo congressuale sembrava che il Centro esposizioni avesse gli anni contati, invece no - Spunta anche l’ipotesi del padel
Nuovi orizzonti? (Foto Zocchetti)
Giuliano Gasperi
05.10.2021 06:00

In molti lo davano ormai prossimo alla pensione. Una pensione meritata, dopo così tanti anni di servizio. Invece il Centro esposizioni di Lugano andrà avanti a fare il suo lavoro per diverse primavere. Quante? Dipende da come evolverà il progetto del polo congressuale, frenato dalla decisione del Municipio di non decretare un vincitore del concorso per investitori e di cercare un accordo, ancora tutto da costruire, per un incarico diretto. Una coesistenza delle due strutture è stata esclusa – o meglio: si è parlato anche di alcuni spazi fieristici, ma molto ridotti – e il Municipio non ha mai chiarito se vuole continuare ad avere un polo espositivo ed eventualmente dove. Ci sono voci di privati interessati a realizzarne uno fuori città, ma si tratta appunto di voci e niente più.

Aspettando di sapere che ne sarà di loro, i padiglioni di Cassarate continuano ad ospitare eventi di vario genere. Il programma di quest’anno, come ci conferma il responsabile degli stabilimenti comunali Fabio Schnellmann, è ancora condizionato dalla pandemia e alcune manifestazioni classiche come Artecasa e I Viaggiatori sono state annullate, ma per l’anno prossimo si prevede di tornare a pieno regime, sempre Covid permettendo.

Inevitabili acciacchi
Se il vecchio padiglione Conza – realizzato nel 1947 in occasione della Fiera Svizzera – e i meno datati Mac – costruiti fra il 1963 e il 1982 dall’impresa Crespi e venduti nel 2000 alla Città – resteranno dove sono ancora per un bel po’, è il caso di aprire una parentesi sul loro stato di salute. Un intervento imminente, come spiega sempre Schnellmann, è la posa di un impianto di climatizzazione con aria condizionata. Fra non molto, poi, bisognerà mettere mano ai tetti. Del resto, l’ultima manutenzione straordinaria di un certo rilievo risale a tredici anni fa, con un investimento di 1,4 milioni. Nei primi anni Duemila erano invece stati spesi 287 mila franchi per la sicurezza antincendio e 198 mila per risolvere un problema d’infiltrazioni d’acqua. E pensare che il Municipio, presentando il secondo intervento, stimava che i padiglioni sarebbero stati demoliti nel giro di un paio d’anni. La ragione era sempre la stessa: lasciare spazio al polo congressuale. A un ventennio di distanza, il passaggio di consegne è ancora lontano.

Uno sport in crescita
Per il centro fieristico, intanto, si aprono nuove prospettive. Una è quella di ospitare dei campi di padel, sport emergente descritto come un misto fra il tennis e lo squash. Si gioca su campi da 20 metri per 10 circondati da pareti di vetro sulle quali si può fare rimbalzare la pallina. Nel nostro Paese ci sono decine d’impianti per il padel, ma tutti nella Svizzera tedesca e francese. Gli appassionati però ci sono anche in Ticino. Come il gruppo di colleghi e amici attivi in diverse società del Luganese (soprattutto nel trading) che vorrebbero creare un club a Lugano e prendere in affitto il padiglione Mac 7 per costruire quattro campi e uno spogliatoio. La Città ci sta pensando, ma valuta anche altre ubicazioni: la necessità di avere una struttura fissa, infatti, è vista come un potenziale limite a livello logistico. La partita comunque è ancora aperta.