Il cantiere costruirà il liceo, la scuola costruirà legami

Forse un po’ di nostalgia, ma soprattutto un senso di positiva impazienza. Sono i sentimenti che hanno contraddistinto un momento tanto simbolico quanto carico di significato come la posa della prima pietra del nuovo liceo cantonale di Mendrisio (LiMe), che si è tenuta oggi alla presenza di numerosi ospiti, tra autorità politiche e rappresentanti del mondo scolastico.
Nostalgia, dicevamo, perché i muri dell’attuale liceo hanno accolto generazioni di giovani momò, forgiato i loro caratteri, visto nascere amicizie e sogni, e queste mura sono ora ufficialmente destinate ad essere abbattute (ma non subito, ci torneremo tra poco). Ma anche attesa: il progetto che prenderà forma è studiato per accogliere e accompagnare altrettante generazioni di momò e, anzi, è studiato anche per svolgere al meglio la sua funzione di spazio aggregativo, sociale e di incontro, oltre che educativo. Lo ha sottolineato nel suo intervento la consigliera di Stato e direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) Marina Carobbio Guscetti: «La qualità della scuola passa anche dalla qualità degli ambienti messi a disposizione, ne siamo convinti. E quelli del futuro liceo di Mendrisio sono pensati per favorire il benessere, la concentrazione e lo stare insieme. Il nuovo liceo nasce con questa visione: aperto anche verso la popolazione grazie a spazi come l’atrio comune, la mensa, e l’aula magna». Ma anche gli ambienti esterni che saranno creati in futuro, dopo la demolizione del liceo attuale: «Un’area per lo svago e per lo sport», ha ricordato dal canto suo il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) Christian Vitta, che nel suo intervento si è soffermato sul progetto più ampio di cui fa parte la costruzione del nuovo liceo. Sì perché la costruzione che ha ufficialmente preso il via con la posa della prima pietra rappresenta «solo uno dei numerosi stabili del grande comparto scolastico in cui si inserisce, un comparto di 58.000 metri quadri. Diversi di questi edifici sentono il peso degli anni e necessitano di interventi di rinnovo o sostituzione, momenti come quello odierno capiteranno sempre più spesso», ha aggiunto. L’edificazione del liceo è infatti la prima delle sette fasi che compongono il progetto di rinnovo del comparto scolastico di Mendrisio.
Le tappe
Dopo la nuova edificazione, l’attuale liceo fungerà da sede transitoria per ospitare le Medie (che saranno risanate e ampliate). Nella terza tappa ci si concentrerà sulle palestre: una palestra quintupla (con piscina?) sostituirà le odierne. Poi si procederà con la realizzazione di nuovi spazi comuni (mensa, biblioteca, ecc). L’attuale liceo accoglierà poi la Scuola professionale artigianale industriale, mentre si penserà a quella nuova. Le tappe 6 e 7 prevedono la demolizione del vecchio liceo e il completamento della sistemazione esterna. Termine dei lavori indicativo: 2038.
Alcune di queste tappe sono state menzionate dal sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini: «Crediamo molto in questo progetto – ha premesso –, sia perché fornirà ai nostri cittadini dei contenitori che valorizzeranno il contenuto, sia perché permetterà la riqualifica urbana di un comparto strategico e centrale. Durante questo processo speriamo di riuscire a concretizzare altre realizzazioni importanti come la piscina regionale, ma anche la rete di teleriscaldamento in arrivo».
«Edificio sostenibile»
Torniamo all’edificio che ha appena iniziato a prendere forma (dopo le fasi di scavo e, a onor di cronaca, uno stop dei lavori legato alla rinuncia di una ditta a cui era stato assegnato un appalto). Grazie a un investimento di quasi 48 milioni di franchi saranno creati spazi capaci di accogliere fino a 600 studenti e 80 docenti. Tempi di realizzazione: tre anni circa con il popolo del liceo ad appropriarsi dei nuovi spazi nell’anno scolastico ‘28-’29. «La posa delle strutture prefabbricate in legno inizierà a maggio. Sarà un edificio sostenibile, anche dal punto di vista sociale perché favorirà l’incontro», ha spiegato il capo della Sezione della logistica del DFE Giovanni Realini .
Tra chi non vede l’ora dell’anno scolastico ‘28-’29 c’è il direttore del liceo Alberto Martinelli: «La qualità degli spazi influisce su chi ci trascorre oltre 40 ore a settimana», ha detto senza nascondere il desiderio di veder realizzate aree come l’atrio diffuso. Martinelli ha anche illustrato il progetto di cui si sono occupati i docenti che ha portato alla scelta di vari oggetti da inserire nella capsula del tempo che è stata posata come prima pietra. Il primo mattone in realtà è quindi una scatola contenente oggetti che simboleggiano il liceo di Mendrisio di oggi, e che fungeranno da base per quello del futuro. Ne fanno parte brani di autori classici, ma anche un simbolo del LiMe di questi anni: una maglietta con la scritta Mister Cooper.
Vittoria per DASOS
Il nuovo liceo sarà accolto da un edificio in legno, composto da 65 aule didattiche e relativi locali di supporto, 15 spazi per i docenti, 3 aule allievi e dai necessari spazi amministrativi-funzionali-tecnici, il tutto permeato da oltre 850 metri quadri di superfici di studio aperte e spazi espositivi e di incontro per gli studenti. Il progetto si chiama DASOS ed è firmato dal gruppo mandatario interdisciplinare capitanato dalla comunità di lavoro Conte Pianetti Zanetta Architetti Sagl - AETC Sarl che si è aggiudicato il relativo concorso.

