Il cassonetto finisce nel congelatore

BELLINZONA - Procedure sospese ed un anno di prova per vedere se si può fare a meno della postazione dei cassonetti interrati in piazza Collegiata a Bellinzona. Il Municipio e la Società bancaria ticinese (l’istituto si oppone a causa dell’impatto negativo che la prospettata infrastruttura avrebbe sul centro storico e sull’edificio di sua proprietà affacciato sull’agorà cittadina), come confermatoci oggi dall’avvocatessa Camilla Molo che patrocina la SBT, hanno trovato un accordo. Un’intesa che prevede che le procedure in corso (vale a dire i ricorsi al Tribunale amministrativo cantonale e al Consiglio di Stato, nonché quella civile) siano momentaneamente “congelate” per una durata indicativa di dodici mesi. Durante questo lasso di tempo l’Esecutivo intende capire se si può rinunciare in via definitiva alla posa dei cassonetti interrati in piazza Collegiata indirizzando i cittadini nelle postazioni di Largo Elvezia, piazza del Sole, via Bonzanigo e via Dogana. «La proposta del Municipio ci soddisfa e pertanto abbiamo aderito»,, rileva interpellata dal nostro giornale la legale bellinzonese Camilla Molo dello studio Molo Avvocati. Ricordiamo che contro la decisione del Legislativo della Turrita aveva puntato il dito ad inizio anno anche la Società ticinese per l’arte e la natura chiedendo al Municipio di realizzare il doppio cassonetto per i rifiuti solidi urbani sul lato nord del piazzale dell’autosilo Cervia, situato a meno di cento metri di distanza dalla Collegiata.

