Sessa

Il Centro ai Grappoli è stato messo in vendita

La struttura di proprietà della Fondazione «Ferienwerk» della VPOD è attualmente sul mercato e ci sarebbero degli interessati – L’anno scorso tutti e dodici i Comuni legati al centro tramite una convenzione (scade a fine anno) hanno dato cautelativamente disdetta
© CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
22.01.2026 06:00

Era uno scenario di cui si mormorava da mesi in Malcantone, un po’ come quelle voci di paese che però non hanno ancora trovato conferma. Ora queste stesse voci sono state avvalorate dai fatti. Il Centro ai Grappoli di Sessa, dopo aver vissuto un vero e proprio fuggi fuggi di tutti e dodici i Comuni legati alla struttura tramite una convenzione sottoscritta con la Fondazione “Ferienwerk” del sindacato VPOD, è stato messo in vendita. L’annuncio compare anche su una nota piattaforma immobiliare al prezzo di 2,5 milioni. Il tenore? «Avete l'opportunità di acquistare non solo un albergo ristrutturato composto da 2 edifici con 33 camere, ma un intero villaggio vacanze composto da oltre 30 edifici, tra cui 20 bungalow con giardini privati, piscine, un campeggio, un ristorante con posti interni ed esterni, e molto altro ancora, tutto immerso in un paradiso naturale di 100.000 m2 nel mezzo di una foresta. Questo è I Grappoli, non solo un albergo, ma un villaggio vacanze». E stando a nostre informazioni ci sarebbero già degli interessati. Ad ogni modo, il Centro rimane operativo, continua ad accogliere ospiti e la stagione estiva non è a rischio.

Forte valenza pubblica

Il complesso di Sessa, in particolare la sua piscina, ha sempre avuto una particolare importanza per la comunità locale e una forte valenza pubblica, essendo l’unica struttura balneare del Malcantone oltre ai lidi comunali. Motivo per cui è importante ricordare cosa prevede questa convenzione – che ha una durata di 15 anni – di cui accennavamo in entrata. Si tratta sostanzialmente di una collaborazione tra i Comuni di Astano, Bedigliora, Cademario, Caslano, Curio, Magliaso, Miglieglia, Neggio, Novaggio, Pura, Tresa e Vernate con la Fondazione VPOD (proprietaria della struttura) allo scopo di garantire il mantenimento e la gestione della piscina. L'accordo stabilisce inoltre che i Comuni convenzionati partecipino finanziariamente alla copertura del 75% dei costi annui di gestione e funzionamento, mentre il VPOD si impegna a eseguire gli investimenti di ristrutturazione e a garantire la gestione operativa della piscina. Bene, nel corso del 2025 i rispettivi Consigli comunali dei dodici enti locali hanno ratificato l’abrogazione di tale convenzione (con effetto al 31 dicembre 2026). I motivi sono diversi: essendo la convenzione entrata in vigore nel 2012, alcuni dicono che sono in attesa di una nuova proposta da parte della Fondazione perché si è giunti a scadenza. Altri perché tale convenzione, per come è formulata, non risponde più alle esigenze di alcuni Comuni. A titolo di esempio, Alto Malcantone scriveva nel messaggio municipale che «la principale causa della richiesta di disdetta è la carenza di informazioni fornite dalla Fondazione Ferienwerk, nonché l’assenza del Comitato di sorveglianza, che non ha più redatto i rapporti necessari al monitoraggio dell’attività della piscina». A seguito delle disdette cautelative, poi, «la Commissione di sorveglianza si è attivata e, in data 24 gennaio 2025, ha inviato il Rapporto annuale 2024, invitando i Comuni convenzionati a trasmettere la propria disdetta al fine di valutare una nuova convenzione con una ripartizione dei costi più equa e vantaggiosa».

Questioni geografiche

Alla pioggia di disdette è seguita la messa sul mercato della struttura. Ma secondo la vicepresidente della Conferenza dei sindaci del Malcantone, Antonella Notari, non ne è la diretta conseguenza. «La proprietà è la Fondazione Ferienwerk, e nel corso di questi 10-15 anni sono cambiate diverse cose. I Comuni avevano chiesto alla VPOD di sottoporre una proposta per rinnovare la convenzione, ma non è ancora arrivata. Siamo sempre in attesa, ma il tempo stringe perché la convenzione scade a fine anno e per approvarne una nuova bisognerà passare dai Consigli comunali interessati». Non tutti, però, sarebbero propensi a stipulare una nuova convenzione. E il motivo è prettamente geografico: «La sottoscrizione di una nuova collaborazione è un ragionamento sicuramente fattibile, ma con i Comuni vicini alla struttura».

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