Il Centro si riunisce in assemblea e non lesina frecciatine ai «partiti di peso»

L’equilibrismo delle finanze comunali, il dossier Campo Marzio che si trascina da tempo, lo scetticismo per la proposta cantonale sulla nuova casa della Giustizia all’ex PTT, il riscatto del PalaRaiffeisen ( piatto forte del prossimo Consiglio comunale, ndr), lo stabile del Casinò e alcune resistenze verificatesi in seno alla Commissione della gestione. È stata un’assemblea del Centro in cui sono state toccate varie tematiche di peso, senza tuttavia lesinare frecciatine ai partiti di maggioranza, quella andata in scena ieri sera al Bistrot Vecchio Torchio di Viganello. Dopo una prima carrellata di eventi che hanno scosso queste prime settimane dell’anno (Crans-Montana in primis), il presidente sezionale, Paolo Beltraminelli, ha ricordato ai numerosi presenti le difficoltà avute dalla sezione prima e durante l’approvazione del Preventivo. Sezione che si è dovuta «scontrare con i capricci di alcuni irriducibili consiglieri comunali liberali (autori di un emendamento che proponeva di ridurre l’aumento del moltiplicatore) », ma anche con «l’ostruzione da parte dell’UDC» e con «la resistenza della Sinistra e dei Verdi». Nonostante le complicazioni, i conti 2026 sono stati messi in cassaforte. Cosa che non si può dire del Polo congressuale, dossier sul quale il Municipio ha commesso «una scivolata» che «ha dato la stura a una ridda di ipotesi dove ognuno ha cercato di profilarsi».
Dopo aver accennato che il Centro «è dell’avviso che lo stabile del Casinò - che è una brutta gatta da pelare - debba tornare alla Città ed essere valorizzato », Beltraminelli ha ceduto la parola al municipale e capodicastero Pianificazione Filippo Lombardi, che tra le altre cose è ritornato a parlare della tragedia di Crans-Montana e sulla lezione «che dobbiamo trarne come città». «Lugano è messa meglio, ma non è tutto perfetto neanche qui. Siamo in grado, come Città, di fare tutti i controlli che dovremmo fare? Sì e no». Uno dei problemi principali, ha spiegato Lombardi, è che «non abbiamo la base legale cantonale per poter essere più stringenti a livello comunale. Non sarà una passeggiata riuscire a portare a Lugano un certo livello essenziale di sicurezza: la legge ha delle falle che permettono, ad esempio, ad un bar di trasformarsi per qualche notte in discoteca. Ma le regole non sono le stesse. La Città, comunque, prosegue con la mappatura degli esercizi pubblici a potenziale di rischio accresciuto».
«Ci vuole più concretezza»
Chi nel suo intervento ha fatto una sorta di giro di ricognizione dei temi sul tavolo delle varie Commissioni è stato il vicecapogruppo Michele Malfanti, che in qualità di membro della Gestione ha storto un po’ il naso per alcune situazioni in cui non si ri-esce a trovare una corrente di maggioranza perché «i partiti che pesano si mettono di traverso. Bisogna essere un po’ più concreti». Esempio di questa difficoltà nel prendere decisioni è l’ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì prossimo, in cui sono stati «depennati due messaggi municipali». Il primo è quello su piazzale ex scuole, il secondo è quello sulla quarantina di milioni per la manutenzione delle strade. Parole sono state espresse anche per Campo Marzio, dossier sul tavolo della Commissione della pianificazione «che si trascina da tempo e in cui siamo ancora ai piedi della scala». Senza citare la polemica sulle naturalizzazioni (tema di competenza delle Petizioni) in cui «ci sono dei cortocircuiti difficilmente spiegabili», ha chiosato Malfanti.
