Il festival che ambisce a diffondere uno spirito

In 100 anni ha fatto tanto, anzi tantissimo. Nella valorizzazione della diversità. Nell’inclusione. Nel superamento delle barriere. Nell’integrazione. Ma non ha nessuna intenzione di smettere. Anzi, vuole fare di più. Vuole espandere questo spirito oltre le sue mura, nelle piazze, tra la gente. Vuole ispirare.
La Fondazione Don Guanella di Riva San Vitale celebra quest’anno i 100 anni di vita e nell’ambito dei festeggiamenti sta organizzando un festival di tre giorni che abbraccia a 360 gradi la sua essenza. Si chiama «Festival dell’incontro. La bellezza della diversità» e si terrà l’8, 9 e 10 ottobre tra Riva San Vitale, Mendrisio e Chiasso. Non proprio dietro l’angolo, ma i preparativi fervono e i promotori desiderano coinvolgere il maggior numero di persone possibile. Non per niente a giorni sarà online un sito dedicato, grazie a cui gli interessati potranno scoprire le varie attività e i workshop, e iscriversi.
Di fronte a una scelta
«Cento anni sono un traguardo importante. Un cammino lungo il quale nessuno è stato lasciato indietro», ha esordito il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, ospite della conferenza stampa organizzata a Riva San Vitale. «Non lasciare indietro nessuno nel cammino della vita è la filosofia della Fondanzione, che sposo appieno. Noi tutti possiamo fare una scelta: o proseguire per la nostra strada lasciando indietro chi è più lento, o adattare il nostro passo e continuare il cammino insieme», ha aggiunto. Ecco allora che il festival in arrivo diventa occasione per invitare altre persone a condividere il cammino, ampliare il gruppo chi sposa questo spirito, uscire sempre più dalle mura della Fondazione e far incontrare alla gente la bellezza della diversità.
«La società contemporanea è sempre più complessa e plurale: culture diverse, abilità diverse, bisogni diversi convivono negli stessi spazi sociali. Nonostante i progressi, persistono barriere fisiche, culturali, comunicative, sociali che impediscono la piena partecipazione di molte persone – ha sottolineato il direttore della Fondazione Simone Maritan –. Parlare di diversità significa riconoscere una realtà già presente e dare valore alle differenze come risorsa, non come limite».
Tra la gente
Il festival affronterà il tema del valore delle differenze in quei luoghi dove le persone si incontrano davvero, quotidianamente, e coinvolgendo pubblici diversi. Le tre giornate sono infatti pensate ognuna per una tipologia di pubblico. Durante la prima, l’8 ottobre, i protagonisti saranno i più piccoli, grazie in particolare a uno spettacolo dedicato al tema della diversità che sarà messo in scena nelle scuole. Il 9 ottobre sarà il giorno della formazione e del confronto, con workshop tematici, presentazioni di libri e dialoghi con gli autori e attività esperienziali che aiuteranno a riflettere sul valore dell’inclusione. Attività (gratuite) che si potranno scoprire nel dettaglio sul sito presto online dedicato al festival. Il 10 ottobre sarà infine dedicato a famiglie e bambini, con attività esperienziali, momenti di festa e incontri culturali che si terranno nelle piazze di Mendrisio. Attività che vedranno il coinvolgimento di varie realtà del territorio attive nell’ambito sociale, dell’inclusione e della valorizzazione della diversità. Perché portare l’inclusione negli spazi pubblici aiuta a combattere la paura del diverso e la tendenza all’isolamento.
Punto di partenza
L’obiettivo è andare oltre. Oltre anche al singolo evento. «Il festival vuole essere un punto di partenza per lasciare il segno nel territorio. Un progetto da portare poi in tutto il Ticino», ha concluso Maritan. Per generare trasformazione in un momento in cui i cambiamenti sociali, l’aumento delle fragilità e le esigenze emergenti dei minori, giovani adulti e delle famiglie rendono urgente creare momenti di incontro e riflessione.
