Mendrisiotto

Il Festival di Arzo chiede aiuto agli amici

Il comitato organizzatore, per far fronte agli impegni finanziari, ha chiesto a sostenitori e pubblico un contributo straordinario affinché l’evento «possa continuare a essere ciò che avete sempre amato» – Amanda Ostinelli: «C’è tanto affetto attorno a noi»
©Ti-Press
Stefano Lippmann
16.10.2024 16:40

L’edizione 2024 del Festival di narrazione di Arzo è stata un successo. L’affluenza registrata, d’altronde, ne è un chiaro segnale. Una manifestazione apprezzata la quale, però, si trova a dover fare i conti con i... conti. Ed è per questo motivo che il comitato, negli scorsi giorni, si è rivolto alla popolazione, agli affezionati. «Il vostro sostegno durante questi 25 anni è stato prezioso e vi siamo profondamente grati per l’entusiasmo con cui ci avete sostenuto – si legge nel messaggio che gli organizzatori hanno condiviso –. Nonostante l’ottima affluenza e l’impegno di tutti noi volontari, ci troviamo oggi a fronteggiare un deficit finanziario che mette in pericolo la continuità del Festival». Da qui, dunque, la decisione di chiedere un aiuto: «Continueremo a lavorare per offrirvi una proposta artistica di qualità, mantenendo i prezzi dei biglietti accessibili e garantendo il giusto compenso agli artisti. È per questo che ci rivolgiamo a voi – si legge ancora – chiedendo un sostegno straordinario (10 franchi possono bastare, siete in tanti!) affinché il Festival possa continuare a essere ciò che avete sempre amato». E non mancano, alla fine dello scritto, i ringraziamenti di cuore «per essere al nostro fianco».

Una richiesta accorata, fatta in maniera trasparente. La stessa trasparenza che manifesta, da noi contattata, Amanda Ostinelli, membro di comitato e della commissione artistica del Festival di Arzo. «Abbiamo voluto mandare questa cartolina – ci spiega – perché ci siamo resi conto che attorno a noi non c’è una reale percezione della fatica che il Festival fa per andare avanti». La manifestazione, confida, «fatica a chiudere i bilanci, quest’anno in maniera particolare». Ma, come detto, in apertura, «l’edizione è stata un grandissimo successo, con corti che hanno registrato il tutto esaurito». Un festival così apprezzato potrebbe far pensare che, a livello di percezioni, goda di buona salute anche sul piano finanziario. In realtà, ci spiega Ostinelli, non mancano gli sforzi: «Siamo un’associazione senza scopo di lucro, non abbiamo particolari riserve». Ci sono, però, la volontà di mantenere viva una manifestazione apprezzata e di offrire un evento di qualità al pubblico e agli artisti che vi partecipano. Ed è anche per questo motivo che il comitato ha pensato « che fosse corretto e trasparente dire quello che sta accadendo».

Accessibile a tutti

Il Festival – ci racconta – da diverse edizioni a questa parte «costa la stessa cifra. Da parte nostra riteniamo che lo sforzo per mantenere i costi è stato fatto». Basti pensare che la maggior parte delle persone che si prodigano per l’organizzazione e lo svolgimento dell’evento lo fanno a titolo di volontariato. Ma c’è di più. «Per noi – evidenzia Ostinelli – è imperativo pagare e ospitare correttamente gli artisti». Infine, altra tematica importante per gli organizzatori sono i prezzi d’accesso: «Vogliamo che i prezzi dei biglietti siano accessibili». Il giusto compenso agli artisti e una politica dei prezzi volta a far sì che il Festival sia accessibile a tutti influenza, giocoforza, le finanze. E non sempre è facile trovare gli sponsor. «A livello di enti pubblici siamo ben supportati – ci racconta Amanda Ostinelli –. La Città, per fare un esempio, è da sempre al nostro fianco. Quelli che chiamiamo sponsor ‘non pubblici’, invece, negli ultimi anni tendono a ridurre le cifre messe a disposizione». Il quadro generale ha quindi portato alla richiesta di un sostegno straordinario, la quale sembra essere stata ben recepita. «Ci sono arrivati tantissimi messaggi, ci scalda un po’ il cuore. C’è tanto affetto attorno a noi». Ognuno, quindi, può aiutare come può. Una scelta – quella del sostegno straordinario – ben ponderata. Un’alternativa poteva essere l’aumento delle tariffe dei biglietti: «Ma se alzi i prezzi colpisci tutti». Il Festival, invece, vuole rimanere accessibile a tutti. E di qualità.

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