Il futuro dei Comuni del Locarnese? Più roseo con l'aggregazione

«Magari la qualità di vita, peraltro oggi parecchio elevata, non migliorerà e i problemi con i quali popolazione e amministratori della cosa pubblica sono confrontati non muteranno. Ma almeno avremo un peso politico maggiore. La nostra voce nei rapporti con il Cantone e con gli altri centri del Ticino conterà di più se ci presenteremo uniti». Le parole di Simone Ghisla ben riassumono lo spirito che anima chi considera imprescindibile la necessità di dare avvio al processo aggregativo per evitare che il Locarnese rimanga ai margini della cosiddetta Città-Ticino. Parole che il già deputato al Gran Consiglio ed ora consigliere comunale a Minusio ha pronunciato mercoledì al termine della serata pubblica durante la quale il capo della Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni Marzio Della Santa ha presentato il «Potenziale di sviluppo dei due scenari aggregativi del Locarnese». Scenari che sono quello denominato «urbano» con Locarno, Losone, Orselina, Brione e Minusio e quello che prende il nome di «periurbano» -con Tenero-Contra, Mergoscia e ancora Minusio. Il documento presentato da Della Santa contiene le conclusioni delle due mezze giornate di laboratori organizzate il 6 e il 7 marzo scorso ed alle quali hanno preso parte 170 persone del mondo politico e della cosiddetta società civile. Si trattava, in pratica di misurare il benessere della popolazione dei sette Comuni e rispondere al quesito di fondo «Cosa vogliamo diventare?». Quesito al quale si è cercato di rispondere ponendosene altri due: «Quali misure è possibile mettere in atto per mantenere o accrescere il livello della qualità di vita? Qual è la forma istituzionale migliore per poterle mettere in atto?». Ebbene, la risposta a quest’ultima domanda è stata chiara: la soluzione ideale è quella dell’aggregazione. Delle cinquanta misure prese in considerazione riguardanti il benessere della popolazione, la stragrande maggioranza (44 per lo scenario «urbano» e 38 per quello «periurbano») è stata ritenuta di maggior efficacia se attuata con i Comuni aggregati.
«Meglio tutti insieme e non due scenari distinti»
«Aggregazione che sarebbe meglio coinvolgesse tutti e sette i Comuni che hanno deciso di approfondire il discorso. Non capisco perché si sia scelto di suddividerli in due scenari», hanno chiesto praticamente all’unisono il granconsigliere, nonché consigliere comunale di Minusio, Massimo Mobiglia ed il suo collega nel Legislativo comunale Aldo Zwikirsch. «Questi due scenari non sono vincolanti. Saranno i Municipi a decidere se e con chi dare avvio al percorso aggregativo», ha risposto loro Della Santa. «Meglio partecipare ad uno dei due scenari che chiamarsi fuori dalle discussioni. Nulla contro il polo di Locarno, ma noi abbiamo preferito ragionare su due scenari. Come ha spiegato Della Santa, questa impostazione non è tuttavia vincolante», gli ha fatto eco il sindaco di Tenero-Contra Graziano Crugnola.
Ora la palla passa dunque ai sette Municipi i quali dovranno rispondere al quesito se sia meglio continuare a correre da soli oppure uniti, valutando l’opportunità politica di eventualmente inoltrare al Consiglio di Stato un’istanza per l’avvio di uno studio aggregativo.a
