Luganese

Il futuro ecocentro di Comano non sta facendo l’unanimità

Vi sono alcuni ricorsi contro la pianificazione approvata dal Legislativo: la prospettata struttura prevista nel parcheggio della RSI sorgerebbe troppo vicina alle case, con problemi fonici e di odori: «E c’è già l’alternativa a Porza»
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
18.05.2026 06:00

Si prospetta in salita, la strada che porta alla realizzazione di un nuovo ecocentro intercomunale a Comano (ne usufruirebbe anche Cureglia). Se il Consiglio comunale ha dato di recente luce verde alla necessaria base pianificatoria, la stessa è ora incappata in alcuni ricorsi inoltrati in particolare da residenti nei pressi della futura struttura, che è prevista all’ingresso dell’attuale parcheggio della RSI. Ricorsi che possono rallentare l’entrata in vigore della pianificazione del comparto RSI stesso, essendo i due temi oggetto della medesima variante di Piano regolatore.

Cosa è previsto

La variante di PR si intitola infatti «Comparto RSI e posteggio Campagna» ed è tesa innanzitutto a evitare la demolizione dell’edificio della RSI che ospita la mensa e l’asilo nido e a creare un nuovo parco fruibili dalla popolazione. La demolizione è ritenuta oggi irrazionale e inutile, ma necessaria con la pianificazione vigente. La variante su questo aspetto non è contestata. A suscitare malumori è invece la creazione - o, meglio: lo spostamento - dell’ecocentro intercomunale di Comano e Cureglia, oggi sito qualche decina di metri più in basso. Il nuovo ecocentro, argomenta il Municipio, e con lui il Consiglio comunale, non può che sorgere nel posteggio RSI, e lo spostamento permetterà di sanare la situazione corrente, che vede l’attuale struttura sita in zona agricola, cosa non conforme.

L’ubicazione prescelta, dopo aver analizzato e scartato diversi altri terreni, è all’ingresso del parcheggio RSI, nella sua parte più vicina alla strada. Così il futuro ecocentro, si legge nella documentazione, si troverà in posizione centrale rispetto al tessuto insediativo di Comano e Cureglia, in posizione esterna alla zona residenziale ma ben raggiungibile grazie alla strada cantonale, e «in un comparto non sensibile dal punto di vista ambientale e/o paesaggistico».

La variante aveva ricevuto preavviso favorevole dai servizi cantonali, i quali avevano però invitato il Municipio ad approfondire alcuni aspetti, cosa che l’Esecutivo ha fatto, tanto che già ora per l’ecocentro vi è un progetto di massima, una perizia olfattiva e un’analisi dell’offerta di parcheggi, che sostanzialmente non muterà.

«Scioccati e delusi»

La variante è stata approvata dal Consiglio comunale lo scorso settembre, non senza un ulteriore approfondimento sull’ecocentro richiesto dalla Commissione piano regolatore, ma è stata oggetto di alcuni ricorsi, tutti tesi a chiedere di rinunciare all’edificazione del nuovo ecocentro nel parcheggio.

Alcuni ricorrenti, sentiti dal CdT, si sono detti innanzitutto «scioccati e delusi» dalla procedura, in quanto affermano di averne avuto contezza solo dopo l’approvazione inConsiglio comunale e la conseguente pubblicazione degli atti, e questo anche perchè la parola «ecocentro» risulterebbe nascosta, comparendo solo all’interno della documentazione. Un punto che viene sollevato anche in sede ricorsuale (a esprimersi in prima istanza sarà il Consiglio di Stato): «Quasi nessuno dei residenti nell’area ne era a conoscenza. Atteggiamento indegno di qualsiasi tipo di autorità».

Più nel merito, i ricorrenti identificano diversi problemi nella soluzione comunale (condivisa dalla RSI): il nuovo ecocentro si inserirebbe malamente nel contesto, con la nuova posizione scaturirebbero conflitti viari con gli utenti del trasporto pubblico e della RSI, vi potrebbe essere un incremento sensibile e finanche eccessivo del traffico e delle emissioni foniche, e sarebbe troppo vicino alle case. A quest’ultimo proposito è contestata la perizia olfattiva, in quanto si baserebbe su un’analisi annuale dei venti che restituisce una situazione diversa rispetto a un’analisi ventennale (quest’ultima mostrerebbe una situazione più sfavorevole per chi abita vicino) e che nulla dice dei possibili effetti delle sostanze nocive volatili che saranno depositate nella struttura. Infine, si contesta una possibile violazione del principio di proporzionalità:«Esistono verosimilmente alternative meno impattanti: per esempio un consorzio con l’ecocentro già esistente di Porza», che si trova a trecento metri di distanza, «più lontano dal centro abitato e con costi sicuramente inferiori per adattarlo». La costruzione ex-novo, stima il Comune, costerà circa 1,3 milioni di franchi.

O qui, o niente

Quanto al dialogo con Porza, ricorda il sindaco di Comano Francesco Moghini (la «sua» amministrazione ha ereditato la pianificazione), era stato intavolato prima della creazione dei due rispettivi ecocentri diversi anni fa, evidentemente senza arrivarne a una. «La questione ora è abbastanza semplice - afferma il sindaco. - Il nostro attuale ecocentro intercomunale è provvisorio, e se vogliamo tenerlo a Comano dobbiamo trovargli una nuova posizione. Noi l’abbiamo identificata nell’area del parcheggio RSI e siamo in una fase piuttosto avanzata». Un’altra soluzione a Comano, dunque, non vi esisterebbe.