Il Genée è tornato e se la prende col lupo

Puntuale come ogni anno, nelle scorse ore nel nucleo di Rancate è riapparso il Genée: il fantoccio inscenante la sua impiccagione che si inserisce nella tradizione del Bandir gennaio. Tra le mani tiene saldo il tradizionale cartello che riporta un messaggio tra l’ironico e il polemico.
Quest’anno rivolge un messaggio nientemeno che al lupo, predatore che negli scorsi mesi ha fatto visita più volte al Mendrisiotto, compresa Rancate. «Ul Genée al se tacaa sü perchè da la situaziun di predatur na po pü», recita il messaggio che, forse, si rivolge anche alle autorità responsabili della gestione dei grandi predatori.
Fino a qualche anno fa la tradizione culminava con un evento a cui prendevano parte i ragazzi delle scuole: a fine gennaio portavano il Genée in processione per le vie del paese, un corteo rumoroso che voleva scacciare il freddo. Il corteo finiva alle scuole, dove il fantoccio veniva bruciato per congedare simbolicamente l'inverno e aprire le porte alla primavera.