Mendrisiotto

Il generale Roberto Vannacci parla a Mendrisio invitato dall'UDC locale e afferma: «La Svizzera stia fuori dall'Unione europea»

Le polemiche italiane sul suo ruolo in seno alla Lega di Matteo Salvini o in altri contenitori politici (Futuro Nazionale, per esempio) sono state abilmente sviate
©Gabriele Putzu
Generoso Chiaradonna
28.01.2026 19:25

Le polemiche italiane restano sullo sfondo. Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, in Ticino per una conferenza su invito dell’UDC di Mendrisio, rivendica il suo ruolo istituzionale e affronta temi europei, rapporti tra Stati e identità politica e culturale. In apertura del breve incontro stampa, prima della serata pubblica molto partecipata (400 persone) ma anche contestata nei giorni scorsi da parte di movimenti e partiti della sinistra locale, ha confermato che nulla è cambiato nel suo stato di politico della Lega di Salvini. E questo nonostante la presentazione dell’ultimo simbolo, in ordine di tempo, di «Futuro Nazionale».

«Io sono un eurodeputato e mi occupo essenzialmente di questioni europee», chiarisce. «Rappresento il popolo italiano e non posso non riconoscere che in questo momento ci sono problemi seri».

Sul recente dramma di Crans-Montana ha parlato di «tragedia che ha causato morti e feriti», sottolineando «apprensione e raccoglimento» anche in Svizzera. «Ora bisogna capire bene cosa è successo e adottare provvedimenti perché fatti simili non accadano più. È normale che tra due Paesi amici ci siano interlocuzioni abrasive dopo eventi del genere, ma la quadra si trova sempre».

La Svizzera e gli inviti politici

È la quarta volta che Vannacci interviene in Svizzera, ma la prima in Ticino e su invito di un partito. «Accetto perché sono una persona riconoscente: onoro gli inviti. Ho un’agenda piena fino a giugno». La presenza di simboli e associazioni legate alla sua area non equivale, dice, a un progetto di partito personale: «Il mio sogno è cambiare il mondo in meglio. Per farlo servono strumenti, entusiasmo e volontà».

Un mondo al contrario

Vannacci torna sul concetto che lo ha reso noto al grande pubblico: «Dal mio punto di vista questo è un mondo al contrario: si tutelano i delinquenti invece dei cittadini onesti, si chiama arte imbrattare le città, si nega la differenza biologica tra uomo e donna».
Sulla democrazia insiste sul principio maggioritario: «Far prevalere la maggioranza è la colonna portante della democrazia». Le minoranze? «Vanno rispettate, ma non devono trasformarsi in categorie protette che prevalgono sul senso comune».

I rapporti nella Lega

Con Matteo Salvini «il rapporto è sincero, franco e diretto». Con altri dirigenti leghisti, come Luca Zaia, «i rapporti sono sporadici». «Non assillo nessuno - aggiunge - lavoro in autonomia».

La Svizzera stia lontana dall’UE

Il passaggio più netto riguarda l’Unione europea: «Il consiglio che mi sento di dare alla Svizzera è di stare lontano dall’Europa».

Secondo Vannacci, «negli ultimi dieci anni l’UE è diventata più povera, più instabile e meno libera». Cita perdita di peso economico globale, eccesso di burocrazia e scarsa influenza geopolitica: «Che ruolo ha avuto l’UE nei grandi conflitti recenti? Nessuno decisivo».

La sua proposta non è «distruggere» l’Unione, ma «trasformarla in una piattaforma di cooperazione tra Stati sovrani, come era all’inizio: si eliminano le barriere alla collaborazione, poi ogni Paese coopera secondo i propri interessi».

Identità e sovranità

Per Vannacci manca una vera identità europea: «Io mi riconosco come italiano. La patria è un popolo con storia, confini e valori condivisi. Questo legame non esiste allo stesso modo a livello europeo».

Da qui la conclusione: «Gli Stati devono tornare centrali. Solo così l’Europa potrà contare davvero, come civiltà, non come burocrazia».