Il generale Roberto Vannacci parla a Mendrisio invitato dall'UDC locale e afferma: «La Svizzera stia fuori dall'Unione europea»

Le polemiche italiane restano sullo sfondo. Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, in Ticino per una conferenza su invito dell’UDC di Mendrisio, rivendica il suo ruolo istituzionale e affronta temi europei, rapporti tra Stati e identità politica e culturale. In apertura del breve incontro stampa, prima della serata pubblica molto partecipata (400 persone) ma anche contestata nei giorni scorsi da parte di movimenti e partiti della sinistra locale, ha confermato che nulla è cambiato nel suo stato di politico della Lega di Salvini. E questo nonostante la presentazione dell’ultimo simbolo, in ordine di tempo, di «Futuro Nazionale».
«Io sono un eurodeputato e mi occupo essenzialmente di questioni europee», chiarisce. «Rappresento il popolo italiano e non posso non riconoscere che in questo momento ci sono problemi seri».
Sul recente dramma di Crans-Montana ha parlato di «tragedia che ha causato morti e feriti», sottolineando «apprensione e raccoglimento» anche in Svizzera. «Ora bisogna capire bene cosa è successo e adottare provvedimenti perché fatti simili non accadano più. È normale che tra due Paesi amici ci siano interlocuzioni abrasive dopo eventi del genere, ma la quadra si trova sempre».
La Svizzera e gli inviti politici
È la quarta volta che Vannacci interviene in Svizzera, ma la prima in Ticino e su invito di un partito. «Accetto perché sono una persona riconoscente: onoro gli inviti. Ho un’agenda piena fino a giugno». La presenza di simboli e associazioni legate alla sua area non equivale, dice, a un progetto di partito personale: «Il mio sogno è cambiare il mondo in meglio. Per farlo servono strumenti, entusiasmo e volontà».
Un mondo al contrario
Vannacci torna sul concetto che lo ha reso noto al grande pubblico: «Dal mio punto di vista questo è un mondo al contrario: si tutelano i delinquenti invece dei cittadini onesti, si chiama arte imbrattare le città, si nega la differenza biologica tra uomo e donna».
Sulla democrazia insiste sul principio maggioritario: «Far prevalere la maggioranza è la colonna portante della democrazia». Le minoranze? «Vanno rispettate, ma non devono trasformarsi in categorie protette che prevalgono sul senso comune».
I rapporti nella Lega
Con Matteo Salvini «il rapporto è sincero, franco e diretto». Con altri dirigenti leghisti, come Luca Zaia, «i rapporti sono sporadici». «Non assillo nessuno - aggiunge - lavoro in autonomia».
La Svizzera stia lontana dall’UE
Il passaggio più netto riguarda l’Unione europea: «Il consiglio che mi sento di dare alla Svizzera è di stare lontano dall’Europa».
Secondo Vannacci, «negli ultimi dieci anni l’UE è diventata più povera, più instabile e meno libera». Cita perdita di peso economico globale, eccesso di burocrazia e scarsa influenza geopolitica: «Che ruolo ha avuto l’UE nei grandi conflitti recenti? Nessuno decisivo».
La sua proposta non è «distruggere» l’Unione, ma «trasformarla in una piattaforma di cooperazione tra Stati sovrani, come era all’inizio: si eliminano le barriere alla collaborazione, poi ogni Paese coopera secondo i propri interessi».
Identità e sovranità
Per Vannacci manca una vera identità europea: «Io mi riconosco come italiano. La patria è un popolo con storia, confini e valori condivisi. Questo legame non esiste allo stesso modo a livello europeo».
Da qui la conclusione: «Gli Stati devono tornare centrali. Solo così l’Europa potrà contare davvero, come civiltà, non come burocrazia».
