Il Governo scrive a Beat Jans: «Criticità non ancora risolte»

«Riteniamo necessario richiamare alcune criticità concrete che, in qualità di cantone di frontiera, il Ticino affronta quotidianamente e che non risultano ancora adeguatamente risolte». È chiara e diretta la lettera che il Consiglio di Stato ha inviato, negli scorsi giorni, al consigliere federale Beat Jans, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Una missiva che mira a fare il punto sulla politica d’asilo rapportata alla situazione nel nostro Cantone. Un documento che, oltretutto, va ad aggiungersi al già ricco scambio di corrispondenza con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). All’ordine del giorno c’è l’incontro – anticipato dal Corriere del Ticino il 29 gennaio – che si terrà domani per discutere del progetto pilota che mira a implementare, al Centro federale d’asilo di Pasture (tra Balerna e Novazzano), un’area separata per i richiedenti l’asilo indisciplinati o recalcitranti. Per l’Esecutivo cantonale non vi sono dubbi: «Riteniamo che il progetto pilota non sia la risposta adeguata, in quanto dei centri (anche piccoli) per gestire separatamente i richiedenti problematici sono da preferire ad una promiscuità con quelli non problematici».
E la Svizzera centrale?
Sono diverse, come detto, le criticità espresse al consigliere federale. Una su tutte è la «persistente mancanza» di un definitivo centro federale (di procedura o per le partenze) nei Cantoni della Svizzera centrale i quali condividono la stessa regione d’asilo del Ticino, il quale ha «storicamente e sempre garantito la propria disponibilità e collaborazione», considerata anche la sua posizione geografica. Dal 2024 – segnala tuttavia l’Esecutivo – con l’apertura di Pasture e «con presenze che superano quanto concordato con Comuni e Cantone, la pressione sulle strutture e sui servizi cantonali ha raggiunto livelli difficilmente sostenibili». Insomma – si ribadisce –, «in assenza di una soluzione solidale, il sistema perde efficacia e scarica in modo sproporzionato gli oneri sul nostro territorio».
«Realismo ed equità»
Il Consiglio di Stato, nello scrivere a Jans, affronta anche la Asylstrategie 2027 (la Strategia per l’asilo), annunciata nel novembre di due anni fa. «Accogliamo positivamente l’intenzione di rendere il sistema più resiliente e capace di assorbire i picchi di arrivi – si legge nella lettera –. Tuttavia il Ticino richiede realismo ed equità». Le attenzioni, in questo caso, si concentrano sull’evasione delle domande e sulle risorse affinché la gestione sia «anticipatoria» e non solamente «reattiva». Quindi? «È necessario recuperare celermente il ritardo nel trattamento delle procedure pendenti ma, soprattutto, garantire una più rapida ed efficace evasione delle nuove domande». In quest’ottica il Governo indica che «andrebbe contenuta la durata delle procedure estese, che oggi durano anche oltre 400 giorni, definendo dei nuovi obiettivi più realistici».
Statuto S e integrazione
Il Consiglio di Stato non trascura nemmeno l’argomento Statuto di protezione S, che permette di ottenere protezione in Svizzera in modo celere. A Jans si chiede maggiore chiarezza riguardo agli sviluppi successivi alla sua revoca, prevista a marzo dell’anno prossimo, sia per gli aspetti giuridici che per quelli finanziari. Senza dimenticare le misure che verranno sviluppate per contrastare eventuali situazioni di abuso. Da Bellinzona, allo stesso tempo, giunge sostegno al rafforzamento delle politiche di integrazione, in particolare a favore di donne e giovani adulti. L’Esecutivo invita il Dipartimento federale di giustizia e polizia a «tenere conto delle peculiarità del Ticino», ovvero di un cantone di frontiera «con una forte pressione di manodopera disponibile a lavorare sul territorio, rendendo oggettivamente più difficoltosa l’integrazione nel mondo del lavoro di persone provenienti dal settore dell’asilo che hanno limitate competenze, sia a livello formativo, sia linguistico».
Risparmi: «Impatto negativo»
Alla lente, infine, c’è anche il pacchetto di misure di risparmio al vaglio delle Camere federali che, non si nasconde, avrà un’incidenza rilevante per i Cantoni. Secondo il Consiglio di Stato le misure proposte «si traducono in un trasferimento di oneri che penalizza fortemente: per il Ticino la stima di un impatto negativo complessivo della misura di risparmio prevista per il settore dell’asilo è di circa 80 milioni di franchi per il periodo 2027-2032».
Centralizzare le procedure di rinvio
Per il Consiglio di Stato è essenziale introdurre una centralizzazione delle procedure di rinvio a livello federale. Una richiesta messa nero su bianco nella missiva. Ciò permetterà di «applicare regole omogenee, ridurre i tempi, evitare disparità di trattamento e rafforzare l’efficacia delle collaborazioni internazionali con i Paesi di provenienza». Altrimenti, si spiega, «il carico continuerà a gravare in modo sproporzionato su alcuni Cantoni», Ticino compreso. Di competenza federale dovrebbero essere anche «le decisioni di rigetto o di non entrata in materia (NEM)».
