"Il Governo sulle fusioni sbaglia"

Bordate del sindaco di Biasca alla politica aggregativa cantonale
Il Borgo resterà solo dopo la nascita del Comune Riviera? "Macché", dice il sindaco Jean-François Dominé.
Red. Online
21.10.2015 06:15

BELLINZONA - «Biasca è tutto fuorché isolata e continua a crescere, concentrandosi sulle sue sfide interne». Poche parole ma calibrate quelle del sindaco Jean-François Dominé. Domenica i cittadini di Cresciano, Iragna, Lodrino ed Osogna hanno plebiscitato la nascita del nuovo Comune Riviera. Biasca non c'è, pur essendo il polo della valle. Il Borgo si trova ora nel mezzo di un progetto aggregativo andato in porto (quello accolto alle urne nel fine settimana, appunto), di un ente locale ormai rodato (Serravalle) nato nel 2012 dalla fusione di Malvaglia, Ludiano e Semione e di un'iniziativa che potrebbe presto portare ad un matrimonio in Bassa Leventina fra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio. Il nostro interlocutore tuttavia è sereno e non vede la possibilità nel breve o medio termine di convolare a nozze con qualcuno: «Biasca è grande e fa un po' paura. Restiamo comunque aperti a valutare qualsiasi scenario con il Dipartimento delle istituzioni e con il neonato ente locale Riviera. A questo proposito mi congratulo con i quattro Municipi per il lavoro svolto e per il risultato ottenuto. Per noi è un vantaggio avere quale interlocutore a sud un'entità più forte e propositiva invece che quattro».

I motivi di questa posizione, che vista da fuori può sembrare di chiusura, sono presto spiegati. «Biasca ha già oggi dei servizi comunali completi e in più è sede e prestatore di numerosi servizi intercomunali e cantonali, senza dimenticare i vari consorzi. Penso in particolare ai pompieri, all'Autorità di protezione, al Servizio sociale comunale, alla Polizia dove siamo Comune polo e altri. Non solo il Borgo è sede di questi servizi, ma addirittura diversi sono da noi gestiti. Con gli altri Comuni, insomma, collaboriamo bene da tempo. E questo è fondamentale», precisa Jean-François Dominé.

Il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), elaborato dal Governo, prevede però entro il 2020 un Ticino a «soli» 23 Comuni. Uno di questi è Riviera, con Biasca (oltre seimila abitanti) che dovrebbe unirsi a Cresciano, Iragna, Lodrino ed Osogna (popolazione di 4 mila anime). Mancano meno di cinque anni, sindaco... «Sì, è vero, ma il Consiglio di Stato ha ritenuto di dover appoggiare la soluzione intermedia del nuovo Comune Riviera, non prevista nel PCA, ben sapendo che è un provvisorio che potrebbe anche durare. In più consideri che il Governo prevede di non toccare i Distretti di Blenio e Leventina, salvo però accettare di ridimensionare quello di Riviera con l'uscita di Claro. Biasca dovrebbe quindi aggregarsi con Riviera. A mio avviso avrebbe più senso privilegiare gli aspetti socio-economici e geografici di una regione, rispetto a quelli storici e istituzionali legati a Distretti un po' datati. Ribadisco in ogni modo la nostra massima apertura a discutere ogni futuro scenario. Per il resto sarà interessante vedere quale effetto avrà, per il Sopraceneri in primis, la nascita della Nuova Bellinzona».