Territorio

Il gran caldo ha già mandato la Breggia in sofferenza

La portata del torrente è ai minimi storici, solo nel 2022 è stato più secco – Intanto il Consorzio per la manutenzione delle opere di arginatura del Basso Mendrisiotto studia come «rinaturare» al meglio il tratto tra il laghetto del Ghitello e il ponte Polenta
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
04.07.2026 06:00

Il caldo e la mancanza di precipitazioni regolari stanno mettendo in sofferenza il fiume Breggia. Un torrente (il più meridionale di tutta la Svizzera) che in estate va sempre in difficoltà. Ma, confrontando i dati annuali della sua portata (visibili sul sito dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana) ci si rende conto che il 2026 è al momento il secondo anno più siccitoso dal 2013. Solo nel 2022 il fiume è stato più secco. Quattro anni fa la portata era stata di 0.17 metri cubi al secondo. Mentre quest’anno è di 0.52 metri cubi al secondo. Il terzo anno più siccitoso – sempre partendo dal dato di riferimento 2013 che appare sul sito dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana - è stato il 2015, quando la portata era stata di 0.7 metri cubi al secondo.

Tutto può ancora cambiare, certo, perché il 2026 non è finito. E se dovessero esserci maggiori precipitazioni nella seconda parte dell’anno (o anche durante l’estate) il quadro potrebbe migliorare. Ma anche peggiorare, se non dovesse invece piovere abbastanza. Solo il tempo dirà. Intanto il greto del torrente oggi si presenta in condizioni desolate. Solo in alto, dove il corso d’acqua – che è caratterizzato dall’avere due sorgenti, una a quota 1.300 metri nella zona del Monte d'Orimento (in Italia) e l'altra, dal lato svizzero, nella valle della Crotta - ha scavato le sue celebri gole, le pozze offrono ancora un po’ di rifugio a chi cerca una via di fuga dalla calura di queste torride settimane. Che stanno mettendo a dura prova un po’ tutti.

«Non sono sorpreso»

La situazione di oggi della Breggia, che durante il suo percorso attraversa la Valle di Muggio prima di sfociare nel lago di Como all’altezza di Cernobbio, non sorprende più di tanto Ezio Merlo, pescatore semiprofessionista ed ex segretario del Consorzio per la manutenzione delle opere di arginatura del Basso Mendrisiotto. «In questi giorni solo nelle pozze si può ancora trovare un po’ di frescura, mentre dal Mulino del Ghitello in poi il fiume è compromesso», rileva Merlo. A contribuire e a peggiorare una situazione già difficile «è sicuramente il cambiamento climatico in atto – riprende Merlo – ma anche il nuovo pozzo di captazione a Rovagina ha influito». Inoltre, quella poca acqua che c’è, «va in profondità, essendo il terreno dove scorre il torrente di natura carsica, e così il fiume va in secca», precisa l’esperto.

Aria fresca in arrivo

Seppur in sofferenza, soprattutto d’estate, per la Breggia potrebbe però arrivare in futuro una ventata di freschezza. «Come Consorzio per la manutenzione delle opere di arginatura del Basso Mendrisiotto abbiamo in mente un progetto di rinaturazione che va dal laghetto del Ghitello al ponte Polenta – riferisce il presidente, Rudy Cereghetti – Per questo motivo ci stiamo muovendo per ottenere un mandato di studio e arrivare entro la fine di quest’anno a pubblicare un bando di concorso».

Un’unione d’intenti

Oggi il torrente in quella tratta non scorre in maniera del tutto naturale (detto altrimenti, è stato antropizzato), mentre con il progetto del Consorzio, che già in questa primissima fase iniziale è stato condiviso con il Cantone, i Comuni di Balerna e Morbio Inferiore, nonché con la Fondazione del Parco delle gole della Breggia, si vorrebbe, appunto, ridare al corso del fiume un aspetto più naturale.

Nonostante le difficoltà, la Breggia, che con il suo fluire, ha creato delle gole che rappresentano uno dei più importanti siti geologici a Sud delle Alpi, continua ad avere un rapporto ben saldo con il territorio, che la ospita. E che continua a volerle bene, cercando di preservarla il più a lungo possibile. Anche se la siccità, soprattutto d’estate, si mette più volte di mezzo, facendola apparire in sofferenza.