Lugano

Il lido San Domenico di domani interessa a diversi pretendenti

Il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco fa il punto a poche settimane dalla chiusura dei due concorsi pubblici voluti dalla Città per rilanciare la struttura - «Dopo le vacanze dei morti porterò in Municipio una proposta»
Non sono poche le candidature inoltrate per subentrare nella gerenza. ©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
02.11.2026 06:00

«Dopo le vacanze dei morti dovremmo arrivare in Municipio con una proposta». Roberto Badaracco, capodicastero Cultura ed eventi della Città, riassume così i tempi di avvicinamento al nuovo volto del lido San Domenico. Per il quale la Città ha indetto due concorsi pubblici (entrambi scaduti a metà del mese scorso). Uno per la «sola» gerenza, un secondo per la gerenza e con anche la possibilità per il gerente di investire direttamente e finanziariamente nella struttura. A essere state più numerose, precisa il vicesindaco, sono state le candidature per la prima possibilità, quindi per la sola ripresa del lido senza interventi finanziari diretti da parte del nuovo inquilino della struttura pubblica. A contribuire al «successo» delle candidature, sempre secondo Badaracco, sono stati con ogni probabilità più fattori. Da un lato il luogo, «che ha una sua precisa identità, nonché una radicata clientela», dall’altra il dibattito pubblico e politico che è scaturito dalla scelta di Municipio di indire due concorsi pubblici. «Anche questo dibattito, a mio giudizio, ha giovato, producendo un interesse concreto verso il lido che verrà», annota il capodicastero.

Le critiche e la petizione

A muoversi in questo senso, pochi giorni dopo il lancio dei due concorsi, era stato, lo ricordiamo, in particolare il Partito socialista (PS), che aveva «denunciato» l’assenza, in entrambi i bandi, di un criterio esplicito legato alla programmazione culturale e all’aggregazione sociale. Un’impostazione, secondo il PS, che rischia di privilegiare la redditività a scapito della funzione pubblica di uno spazio che negli ultimi dieci anni è diventato un importante luogo di incontro. Contro la «trasformazione» del lido è stata anche lanciata una petizione online, chiamata «Salviamo il Lido San Domenico: risanare sì, snaturare no», che col tempo ha raccolto più di 4mila firme. Con la raccolta firme si domanda al Municipio cittadino, tra le altre cose, di rinunciare al partenariato pubblico-privato a lungo termine, di assumersi come Comune l’onere del risanamento e di prevedere nel bando criteri orientati alla valorizzazione dell’aggregazione sociale. Sempre nelle scorse settimane, e sempre al lido San Domenico, è stato inoltre organizzato un momento di confronto sul futuro dei luoghi dove la cultura indipendente può esprimersi liberamente.

Nel frattempo, entrambi i concorsi, come visto poc’anzi, si sono chiusi e sul tavolo del dicastero di Badaracco sono arrivate le proposte di chi intende subentrare ai gestori storici che proprio sabato sera, quindi due giorni fa, hanno voluto organizzare una festa per segnare la fine della loro attività a Castagnola.

Cosa chiedono i bandi

Al di là delle diverse posizioni tutti sembrano d’accordo su un punto: è un luogo speciale che merita di continuare a esistere. Per il Municipio si tratta di dare più stabilità e continuità alla struttura, che dovrà continuare a offrire un ambiente popolare, locale e accessibile, senza insomma trasformarlo in un luogo super esclusivo. Ecco perché a chi subentrerà sarà anche richiesto di proporre un programma di eventi e concerti così da mantenere quell’offerta alternativa già oggi esistente. Per fare ciò, per dare continuità a un’offerta enogastronomica e «ricreativa» oltre gli orari di apertura della struttura balneare, che oggi da maggio a settembre apre alle 9 e chiude alle 20, si è deciso di trasformare la struttura da buvette a esercizio pubblico con cucina. Così da permettere un’apertura non soltanto estiva, ma continuativa per tutto l’anno. Si inserisce in questo senso la domanda di costruzione per il cambio di destinazione e per la trasformazione dell’edificio già apparsa all’albo comunale. Non meno secondario è anche il fatto che chi prenderà in gestione la struttura potrà fare capo, volendo, anche al vicino Grotto della Roccia, soprattutto pensandolo come appoggio per piccoli eventi. Dal punto di vista delle condizioni di affitto, nel caso della sola gerenza sarà proposto un contratto di 3 anni con la possibilità di prolungare per un altro triennio, al termine del quale si indirà un altro concorso. Con il secondo bando, il contratto di locazione è stato pensato con un termine di dieci anni. Chi si candiderà per la sola gerenza, lasciando alla Città l’investimento di ristrutturazione, dovrà versare un canone di locazione di 15mila franchi annui. Nel secondo caso invece la locazione sarà di almeno mille franchi, sempre annui.