Il lupo colpisce sull'Alpe Zalto: «Era grosso e nero, ha azzannato la capra a due passi dalla stalla»

Un incontro ravvicinato con il lupo. «Un lupo nero, grosso, che mi fissava mentre trascinava via la mia capra, azzannata al costato». È quanto ci racconta Andrea Marzaro, dell'Azienda agricola familiare che ha la stalla a Vaglio. Giovedì, al terzo giorno sull'Alpe Zalto (Gola di Lago), la sua capra Ursula è stata attaccata. È in seguito stata medicata e curata dal veterinario, ora è sotto antibiotici e il rischio di infezione è alto, ma le speranze sono buone.
Che cosa è successo?
«Alle 8.30-8.40 ho aperto le porte della stalla. Sono partito con le capre, esco al pascolo insieme a loro per tenere il gruppo unito, essendoci degli elementi nuovi». Marzaro è salito sull'Alpe Zalto, come detto, quattro giorni fa. Con 115 capre da mungere, un altro centinaio di capre, mucche e vitelli. «Alle 9 mi trovavo a una trentina di metri più in basso rispetto alle capre, per anticiparle. Ho sentito le campanelle, stavano correndo. Inizialmente ho pensato che si fossero spaventate per la rottura di un ramo, perché c'era vento. Ma il rumore non smetteva, allora sono risalito e mi sono reso conto che correvano sul posto, giravano in tondo. Quando hanno visto il cane da conduzione, il Border Collie, le capre si sono spostate. E mi sono ritrovato davanti questo grande lupo nero, che aveva azzannato la capra Ursula sul costato e la stava trascinando via. Lei belava, io ho cominciato a urlare e ho raccolto dei sassi che ho lanciato in direzione del lupo. Finché non ha mollato la presa e se n'è andato». A quel punto Andrea ha recuperato gli animali, li ha chiusi nella stalla e ha chiamato il guardiacaccia e il veterinario. «Ha ricucito le ferite di Ursula, l'ha "graffettata" e disinfettata, adesso è sotto antibiotici per una settimana. E speriamo che se la cavi. Io prima la mungevo e lo avrei fatto fino a settembre, adesso si è asciugata, non fa più latte».
Il precedente
Non è il primo incontro con il predatore per Andrea Marzaro. Il 27 agosto 2025, attorno alle 18.30, ha avuto un altro incontro ravvicinato, a una distanza di 10-15 metri. «Quella volta mi trovavo in alto», racconta, «stavo mandando giù le capre e quando mi sono voltato mi sono ritrovato davanti il lupo. In cresta c'era la nebbia, era una brutta giornata. E si trattava di un "classico" lupo grigio. Quello di ieri (giovedì, ndr.) era tutt'altra cosa. Era nero, grosso. Quando l'ho visto con Ursula tra le fauci, sono rimasto basito. Non c'era confronto, in dimensioni, con il Border Collie da conduzione e con il mio Rhodesian, che pesa 40 chili. Trascinava la mia capra, di una cinquantina di chili, come fosse un bambino sul bob sulla neve. Era una bestia mai vista». Il guardiacaccia giunto sul posto «ha fatto il suo lavoro, è arrivato tempestivamente, ha effettuato i tamponi per il DNA nelle ferite» e ora bisogna attendere per i risultati.
«Forse non è più così diffidente»
Marzaro non vuole fare allarmismi, lo dice chiaramente. «La cosa che mi fa specie è che la predazione è avvenuta alle 9 del mattino, in una giornata bellissima e vicinissimo a "casa". Ho contato, letteralmente, i passi: dal tavolo che usiamo per mangiare fuori dall'Alpe a dove il lupo ha azzannato la capra ho contato 37 passi in salita. Sono 25-30 metri al massimo. C'è movimento, ci sono persone, un sacco di rumore, i generatori. In teoria il lupo dovrebbe essere diffidente... Io ho 46 anni – conclude Andrea –, ma quando me lo sono ritrovato davanti ho avuto un po' di paura. Ho già avuto altre predazioni, verso la fine della stagione, ed è stato bruttissimo. Ritrovarselo davanti, però, è un'altra cosa. Mi ha sconcertato. E d'estate qui ci sono i figli della mia ex moglie: fanno colazione, escono a giocare liberamente nella zona e questa cosa, ora, un po' mi turba. Siamo nella natura, c'è il lupo, è il suo ambiente. Tutto giusto. Ma questa volta me lo sono ritrovato praticamente fuori dalla porta e così è tutto diverso».
