Il lusso rilancia il turismo

Il lusso è tornato. Qualcuno dirà che non è mai sparito. Che il Ticino ha una lunga vocazione turistica in questo segmento. È vero. Ma è vero anche che i dati parlano di un nuovo inizio. O di un ritorno.
Il botto pasquale
E allora, iniziamo con i numeri più freschi. A Lugano, durante il periodo di Pasqua, gli alberghi a 4 e 5 stelle hanno fatto il botto. Tra venerdì e domenica l’occupazione media delle strutture alberghiere ha superato il 90% per i 5 stelle e il 70 % per i 4 stelle. Numeri da quasi tutto esaurito che confermano quella che ormai possiamo definire, senza troppi timori, una nuova tendenza. Lo dicono anche gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio sul turismo dell’USI. Lo scorso febbraio le strutture a 4 stelle sono state le uniche a registrare in Ticino un aumento dei pernottamenti su base annua: + 10,4% per un totale di 22.878 notti. Un dato di tutto rispetto, a maggior ragione se comparato con il calo generale registrato (invece) in tutte le altre categorie di alloggio.
E se una rondine non fa primavera, basta volgere lo sguardo più indietro. «Possiamo indicare l’inizio di questa nuova tendenza con la riapertura degli alberghi ticinesi il 4 maggio 2020. Dopo la prima ondata di contagi abbiamo osservato un forte ritorno d’interesse per questo segmento. Da subito si è evidenziata la tendenza a prenotare strutture con ampi spazi e con grandi giardini». A parlare è Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino. Una lettura che trova conferma anche nelle analisi di Igor Sarman, ricercatore dell’IRE: «Tra luglio e ottobre 2020 il turismo ticinese ha visto un incremento del 12,6% dei pernottamenti rispetto alla media dei 10 anni precedenti. Ma l’aumento percentuale più consistente è avvenuto proprio tra le strutture a 4 e 5 stelle. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, infatti, nelle due categorie di alloggio si è assistito a un aumento dei pernottamenti del 29,8% e - rispettivamente - del 21,3%». Insomma, quanto basta per capire che in Ticino la pandemia ha fatto rima, anche, con lusso. Ancora Igor Sarman: «La forte domanda rivolta a queste categorie di alloggio può essere vista come una sorta di risposta alle privazioni che le persone stanno accusando da svariati mesi: l’impossibilità di recarsi all’estero per le vacanze ha spostato una grossa fetta di domanda di turismo, perlopiù confederato, verso il Ticino. E i risparmi accumulati sono stati indirizzati verso una domanda di alloggio di alto standing».
Un gruppo di lavoro
Questo, dunque, il contesto generale che chiaramente non è sfuggito a Ticino Turismo. «Il lusso è un segmento che coltiviamo da tempo, al quale ora vogliamo tuttavia rivolgere un’attenzione maggiore». Così il direttore Angelo Trotta che aggiunge: «In questi mesi stiamo rivedendo la strategia dell’agenzia alla luce dei cambiamenti profondi apportati dalla pandemia. In questa revisione complessiva il lusso occuperà un ruolo importante. Accanto ad altri temi come, per esempio, la sostenibilità o la digitalizzazione. In ogni caso, sul tema del lusso abbiamo avviato una riflessione approfondita e creato un gruppo di lavoro coinvolgendo diversi attori del settore. L’obiettivo è mappare nella maniera più dettagliata possibile il segmento. Chi sono i clienti del lusso? Cosa cercano in Ticino? Cosa possiamo offrire loro per continuare a essere una destinazione di qualità?». Ma, chiediamo al direttore, cosa potrebbe cambiare in futuro? «Potremmo dedicare più risorse al settore. Non solo per promuovere quelle destinazioni che già oggi hanno una vocazione turistica legata al lusso, come Ascona e Lugano, ma anche per offrire dei prodotti turistici innovativi».
Il ritorno
In Ticino, dicevamo, esiste una lunga tradizione legata al lusso. Lo dimostra il fatto che sul territorio abbiamo alcune tra le strutture alberghiere più rinomate a livello federale. Abbiamo campi da golf e ristoranti stellati. Eppure c’è chi ritiene che l’offerta turistica del settore non sia mai stata articolata in maniera organica e sufficiente: «Troppo spesso ho l’impressione che la parola lusso faccia paura e che quasi non la si voglia pronunciare. Il cambiamento di Ticino Turismo non può che farmi piacere». A parlare è Dany Stauffacher, da anni in prima linea nella promozione della cultura enogastronomica ticinese. «Il lusso è una fetta di mercato importante, che troppo spesso viene sottovalutata e su cui il settore turistico ticinese dovrebbe tornare a puntare maggiormente. Non per spocchia, ma per calcolo». «Il padrino del buon gusto», insomma, crede che il momento sia propizio per un cambiamento di mentalità: «L’indotto economico legato alla filiera del lusso non è paragonabile a nessun altro segmento». Secondo Dany Stauffacher ora bisogna quindi cogliere l’occasione data dal particolare momento. «La pandemia ha limitato gli orizzonti di molti turisti confederati, riportando in Ticino una parte di clientela disposta a spendere qualcosa in più. Oggi non possiamo permetterci di perderla nuovamente».
