Il Municipio ha detto sì, via «Nano» Bignasca si farà

Alla fine via «Nano» Bignasca a Lugano si farà. A cambiare nome sarà il primo tratto di via Pietro Capelli, quello che va, correndo lungo il fiume Cassarate, da viale Castagnola a via Maggio. Lo ha deciso oggi a maggioranza il Municipio cittadino, andando incontro alle richieste della Lega dei ticinesi, che a più riprese aveva chiesto di intitolare una via al fondatore del movimento, deceduto nel 2013. «Siamo ovviamente felici della decisione - commenta Gian Maria Bianchetti, consigliere comunale della Lega e promotore di due interpellanze tese allo scopo - anche se il tratto scelto non ha molta logica. Sarebbe stato meglio intitolare il primo tratto di via Monte Boglia, dove ha sede la Lega dei ticinesi; questo perché di solito c’è una correlazione tra la strada e la persona a cui la si intitola. Sia quel che sia prendiamo quel che passa il convento».
A far propendere il Municipio verso quel tratto di strada - un tratto peraltro già segnalato come «papabile» dalla Commissione stradario della Città - è stata la convinzione che così facendo si creerebbero meno problemi agli abitanti e alle imprese che «abitano» in quella via. Come ha spiegato martedì scorso il sindaco di Lugano, Michele Foletti, allo stesso Bianchetti durante l’ultima seduta di Consiglio comunale, cambiare una via causa sempre qualche disagio ai cittadini e anche alle aziende, come ad esempio Swisscom o la Posta. «In realtà questo è un falso problema - interviene ancora Bianchetti - giacché a seguito delle aggregazioni molte vie stanno cambiando nome nel Comune».
La posizione di Badaracco
Particolare non trascurabile, pur indicando quel tratto di via Capelli, la Commissione stradario aveva formulato un preavviso negativo sull’idea, appunto, di intitolare una via al «Nano», richiamandosi alla prassi secondo cui le intitolazioni a personalità politiche in passato sarebbero state riservate a sindaci o a figure considerate bipartisan. Ecco perché, il presidente della Commissione stradario, il vicesindaco, Roberto Badaracco, è convinto che avendo deciso il contrario «adesso si è creato un precedente. In Municipio - continua - ha insomma prevalso l’emotività e la ragion di Stato».
Un punto di vista, quest’ultimo non condiviso da Bianchetti e dalla Lega dei ticinesi, secondo cui un preavviso di una commissione consultiva non può sostituire la responsabilità politica di un Esecutivo. Da qui l’inoltro dal 2023 a oggi di tre interpellanze con l’obiettivo di arrivarne a una. Tutto questo, partendo da una convinzione. Al di là «delle diverse valutazioni politiche sulla sua persona e sul suo stile - ha scritto Bianchetti nella sua ultima interpellanza del 19 settembre scorso - è incontestabile che Giuliano «Nano» Bignasca abbia segnato profondamente la vita pubblica cittadina e cantonale e che abbia rappresentato una parte importante della popolazione luganese». Dedicargli una via, si precisava ancora, non significa pretendere un’adesione unanime alle sue idee. «Significa riconoscere, con maturità istituzionale, il ruolo storico e politico svolto per Lugano».
Eppure, alla decisione di oggi del Municipio di dedicare una strada al fondatore del movimento, nonché municipale della Città, si è arrivati non senza fatica. Come segnalato da Foletti a Bianchetti durante l’ultima seduta di Consiglio comunale di martedì scorso, l’Esecutivo si è chinato sulla questione per tre volte, senza arrivarne però mai a una. Questo fino a oggi con una decisione presa a maggioranza, senza cioè il consenso di tutti i municipali.
