Il Museo Val Verzasca rivolge lo sguardo alla diga

Come ogni primavera, anche il Museo Val Verzasca si «risveglia». L’avvio della nuova stagione è infatti previsto il 1. maggio. Solo che, al contrario degli altri anni, questa volta c’è qualcosa di speciale nell’aria. Al di là del rinvio rispetto alla ripresa normalmente programmata per la Pasqua, che quest’anno cade il 5 aprile. «È la mostra “Voci dal lago”, allestita in occasione dei sessant’anni trascorsi dalla realizzazione della diga», spiega al Corriere del Ticino la curatrice, nonché direttrice operativa dell’istituzione culturale locarnese, Veronica Carmine. Un impegno ambizioso, che ha richiesto la dismissione di una parte dell’esposizione permanente.
«Un grande lavoro di ricerca»
«L’intervento è innovativo e si presenta come un viaggio interattivo nel tempo, con l’intenzione di far riflettere e nel contempo coinvolgere i visitatori. Per realizzarlo, abbiamo raccolto testimonianze di abitanti, operai e figure chiave nella progettazione dello sbarramento artificiale, svolgendo un grande lavoro di ricerca e recuperando anche filmati d’archivio», spiega la nostra interlocutrice.
Una messa a punto di rilievo, insomma, «sia per i costi, sia perché mantiene la filosofia già adottata in passato. Vale a dire non un percorso passivo, ma un’esperienza da vivere attraverso postazioni audiovisive, pensate per stimolare riflessione e partecipazione». Il primo momento pubblico sarà il 29 marzo. In occasione dell’assemblea, dalle 15.30 nella sala parrocchiale di Brione Verzasca (nella Casa comunale), sarà ufficialmente lanciata la nuova «temporanea» con uno spettacolo di Ferruccio Cainero, «Acqua».
La sorpresa della bobina
Alle 18.15, al termine dei lavori assembleari, sarà proiettata una pellicola praticamente inedita, recuperata insieme al co-curatore Bruno Soldati. «Si tratta di una bobina in 16 millimetri, rimasta inutilizzata per decenni. Una rarità, girata a colori, con la voce narrante tipica dei documentari degli anni Sessanta». Le fa eco il presidente del comitato direttivo della struttura, Lorenzo Sonognini, che illustra l’impatto dell’imponente opera idroelettrica: «Ha rappresentato un autentico spartiacque per la regione».
Un «taglio» netto, dunque, che ha segnato «il passaggio dal mondo rurale legato alla transumanza alla modernità industriale del secondo dopoguerra e che ha trasformato il paesaggio della parte bassa, lasciando un segno evidente». La retrospettiva non intende tuttavia esprimere qualsivoglia giudizio sull’impatto nei confronti del territorio: «Preferiamo restituire una fotografia del cambiamento dando voce a chi lo ha vissuto. C’è una sezione più tecnica, preparata per essere fruita da parte di qualsiasi tipo di frequentatori, che spiega cosa significa costruire una struttura del genere, e una parte più emotiva, che richiama un mondo scomparso sotto l’acqua. Una delle sale, ad esempio, è allestita come se fosse una cucina sommersa, da cui emergono le testimonianze delle persone che si fanno sentire attraverso le loro voci».
«La missione di conservare»
L’intervistato si esprime poi in merito al numero di ingressi registrato di norma dalla realtà che dirige: «Ogni nuova apertura porta attenzione. Nel 2017, con l’inaugurazione della nuova sede e della relativa permanente, avevamo superato le cinquemila presenze. Ora, il nostro obiettivo sarebbe di raggiungere una cifra simile, considerando che in media la sede di Sonogno registra circa quattromila entrate all’anno. La tendenza generale dei musei del Locarnese è in crescita, ma ci tengo a dire che la missione di un ente come il nostro non si misura solo dal numero di avventori. Conserviamo una collezione che rappresenta un patrimonio e la vogliamo raccontare in modo significativo».
C’è pure l’intelligenza artificiale
Infine, due parole sulla campagna promozionale, che si avvarrà dell’intelligenza artificiale generativa: «Scatti d’epoca, grazie alla tecnologia informatica, prenderanno vita tramutandosi in spezzoni video, che saranno diffusi sulle principali piattaforme in rete». Inoltre, un punto informativo sarà predisposto proprio alla diga, così da aumentare l’interesse a proposito dell’iniziativa. Per il calendario aggiornato con tutti gli appuntamenti, consultare il sito www.museoverzasca.ch.
