«Il no alla maxi rotonda non pregiudica il nuovo quartiere di Cornaredo»

E come se ci fossero almeno due livelli. Sovrapposti. Uno più in alto, che si occupa della viabilità generale. E un altro più in basso, incaricato di pianificare, facilitare, risolvere. Entrambi dovrebbero andare a braccetto, in sintonia. Dovrebbero. Perché nella realtà dei fatti oggi, per il Nuovo Quartiere di Cornaredo (NQC), forse, non tutto sta filando liscio. Non solo perché la maxi rotonda, uno dei cardini del nuovo quartiere, è stata bocciata dal Tribunale federale. E il Cantone dovrà occuparsi di rifare tutto il progetto. Ma anche perché il livello più alto, il Cantone, a detta della Agenzia NQC (l’ente autonomo comunale composto da Lugano, Canobbio e Porza), che rappresenta il secondo livello, avrebbe smesso di interfacciarsi con quest’ultima. «Sulla maxi rotonda vi faremo sapere cosa faremo». Sarebbe questo il messaggio che il Dipartimento del territorio (DT) avrebbe inviato all’Agenzia NQC. Almeno stando ai vertici dell’Agenzia che ieri a Canobbio hanno convocato la stampa per ribadire l’importanza di continuare con l’ente autonomo (messo in discussione a livello politico in particolare a Lugano). Il messaggio ai media è stato chiaro. «Il no alla maxi rotonda non mette in discussione il lavoro che c’è ancora da fare», ha detto il vicepresidente dell’Agenzia NQC, nonché municipale di Lugano, Filippo Lombardi. Questo perché «a livello di pianificazione resta ancora molto da portare a termine», gli ha fatto eco il presidente, il vicesindaco di Canobbio, Fiorenzo Ghielmini. Parole, ieri, condivise anche da Michele Armati, membro dell’Agenzia e vicesindaco di Pura, nonché da Stefano Wagner, coordinatore della direzione generale di progetto.
A suo tempo, era il 2005, per sfruttare al meglio i benefici e le opportunità dell’apertura della galleria Vedeggio-Cassarate, il Cantone (rappresentato dal DT) e i Comuni di Canobbio, Lugano e Porza avevano firmato una specifica convenzione per realizzare i contenuti del nuovo quartiere (sulla base di un Masterplan precedente). Il Cantone si assumeva i compiti di committenza per le opere infrastrutturali legate alla galleria e alla viabilità «superiore». Dal canto loro, i Comuni erano incaricati di allestire un Piano regolatore intercomunale (cosa che è stata fatta) a partire dai contenuti indicati dal Masterplan all’interno di un ente autonomo, l’Agenzia NQC (poi costituita nel 2012).
Da allora, l’avanzamento dei lavori, soprattutto a causa di numerosi ricorsi e opposizioni, è andato a rilento. Tanto che all’Agenzia NQC è stato rinnovato per ben tre volte dai tre Comuni il mandato di prestazione quadriennale. «Alla fine di quest’anno scadrà il terzo mandato e dovremo chiederne un quarto», ha spiegato Wagner, riassumendo il pensiero dei vertici dell’Agenzia.
Questo perché fino a oggi, a causa dei ricorsi e dei relativi ritardi, si è riusciti a procedere solo a pezzi. Oltre alla maxi rotonda, «per la quale speriamo che il Cantone avvii la procedura entro il 2030», e al nodo intermodale, «fermo per un ricorso davanti al Consiglio di Stato», restano ancora da avviare il Pratone di Trevano, «che presuppone lo spostamento dello stand di tiro in zona Resega; spostamento che dovrebbe avvenire prima del 2030» e da ultimo, tutta la sottostruttura stradale (acquedotto, illuminazione e smaltimento acque reflue) del nuovo quartiere. Dall’altro canto sono invece stati avviati la prima e la seconda tappa del PSE, il Parco fluviale e il nuovo ecocentro in località Ruggì, il nuovo comparto scolastico di Trevano. Mentre già realizzati risultano essere la nuova rimessa TPL, sempre a Ruggì, la masseria di Cornaredo e il Parco Cornaredo di Artisa SA a Porza.
