Il nono simposio di Medacta a Lugano

LUGANO - Medacta International ha scelto il Palazzo dei Congressi di Lugano per la tre-giorni del nono Simposio M.O.R.E. (Medacta Orthopaedic Research and Education). Dopo essere sbarcata in borsa, la società di Castel San Pietro conosciuta in tutto il mondo per la pluriennale attività nel settore dei supporti ortopedici e chirurgici, ha riunito sulle rive del Ceresio molti professionisti e ricercatori del settore per discutere e affrontare le nuove sfide della chirurgia e della medicina.
Per il suo 20. anniversario, Medacta International ha organizzato al Palazzo dei Congressi di Lugano la 9. edizione del Simposio di ricerca e formazione ortopedica. La società con sede a Castel San Pietro promuove anche la formazione dei chirurghi e fornisce loro gli strumenti e le risorse per migliorare le soluzioni nei diversi settori ortopedici in favore dei pazienti. “Mentre iniziamo il nostro ventesimo anno, ribadiamo che Medacta è stata fondata sulla convinzione che la formazione permanente e pratica dei chirurghi possa migliorare l’esperienza del paziente e che avrà un impatto positivo sulla sostenibilità sanitaria”, ha detto l’amministratore delegato di Medacta Francesco Siccardi.
Le sessioni del simposio si sono concentrate sui vari ambiti dell’ortopedia, in modo particolare focalizzando l’attenzione su ginocchio, anca, spalla e colonna vertebrale. L’evento ha accolto 1.500 partecipanti, provenienti da tutto il mondo e, per la prima volta, sono stati inclusi contenuti di medicina sportiva. All’incontro hanno preso parte oltre 120 esperti di chirurgia ortopedica, tra i quali Bernhard Jost e Douglas Padgett per le articolazioni, Matthias Zumstein per la medicina sportiva e Paul Heini e Klaus Radermacher per la colonna vertebrale.
"Il campo ortopedico l’interesse si sta rapidamente spostando verso tecniche e tecnologie personalizzate, comprese piattaforme di pianificazione 3D pre-operatoria e soluzioni abbinate al paziente, che possono raggiungere un adattamento quasi perfetto per qualsiasi paziente per ridurre al minimo i tempi di recupero e massimizzare la longevità dell'impianto", ha affermato il professore texano Tyler Goldberg.
