Officine FFS, «A Castione la parte più grande dei lavori è alle spalle»

(Aggiornato alle 12.59) «Per la prima volta, oggi, abbiamo la sensazione che quanto ci aspetta è minore di ciò che abbiamo alle spalle». C'è ottimismo, a Castione, sullo stato dell'avanzamento dei lavori alle nuove Officine FFS. O, meglio, al Nuovo stabilimento industriale ferroviario (NSIF), come l'ex regia federale preferisce chiamare il centro, alla luce delle funzioni diverse che ricoprirà rispetto alla struttura di Bellinzona. I lavori, hanno spiegato i responsabili nel corso di una visita organizzata con i media, proseguono secondo la tabella di marcia, che prevede una consegna dello stabilimento a marzo 2028, con la conseguente messa in esercizio per il mese di luglio dello stesso anno.
Numeri confermati
A un anno dalla posa della prima pietra, i costi si mantengono stabili: «I 755 milioni annunciati nel 2024 sono, ad oggi confermati», ha fatto sapere il capoprogetto generale Federico Rossini sottolineando che la collaborazione con il Cantone e il Comune di Arbedo-Castione è stata ottima e fondamentale per rispettare le tempistiche che prevedono, appunto, un'avvio delle attività entro due anni. Con l'apporto di 250 operai attivi giornalmente in cantiere, i lavori per la costruzione dell'edificio proseguono alacremente: la priorità, ha spiegato Rossini, è stata data alla parte nord, quella che ospiterà la logistica e la centrale termica, perché la messa in servizio di questi impianti richiederà un maggiore impegno. Gradualmente si avanza verso sud con la struttura metallica, mentre nella parte nord a breve si inizieranno le facciate, gli impiantati e le finiture. La quantità di materiale utilizzata è consistente: sin qui, l'insieme di lavori ha visto l'utilizzo di circa 27 mila metri cubi di calcestruzzo (il 60% del totale) e 3 mila tonnellate di carpenteria metallica (il 40% del totale). Ma a lavori terminati, il peso di tutto l’acciaio utilizzato per la costruzione dell’edificio sarà pari al peso totale dell’acciaio di cui è costituita la Torre Eiffel.
Clima e climatizzazione
L'NSIF sarà raffreddato e riscaldato per permettere ai collaboratori - 360, con 80 apprendisti, come già annunciato a suo tempo - di lavorare anche in condizioni meteo che, normalmente, comporterebbe uno stop ai lavori di manutenzione. Come la recente canicola che per un mese ha attanagliato il Ticino. «È necessario adattarsi all'andamento climatico», ha sottolineato Rossini, evidenziando anche come i lavori di compensazione ambientale ed agricola stiano avanzando secondo i piani: «Contiamo di completarli entro fine 2026». Novità degli ultimi mesi, poi, l'ingrandimento dell'impianto fotovoltaico previsto per l'NSIF. «Abbiamo deciso di aumentare la produzione da 2,7 a 3,7 megawatt, il che fa di Castione il più grande impianto fotovoltaico FFS. A titolo di paragone, un impianto del genere produce energia sufficiente per alimentare 800 economie domestiche».
Una fitta rete di binari e nuove infrastrutture
Capoprogetto generale per la parte di infrastruttura, Mattia Pace ha spiegato alla stampa le opere in corso per l’adattamento dell’infrastruttura ferroviaria nell’area attorno al NSIF. Iniziati prima rispetto a quelli dell'edificio, «i lavori sono a tre quarti della realizzazione». Il nuovo stabilimento, ha spiegato Pace, «crea un aumento di traffico, si è quindi resa necessaria la costruzione di un nuovo binario, il binario 4, che entrerà in esercizio il 30 novembre di quest'anno». Dal cavalcavia che domina la zona industriale di Castione, buona parte dei 10 chilometri di binari nuovi o rinnovati per il funzionamento del nuovo stabilimento è già visibile. Come visibile è il nuovo sottopasso ciclopedonale Galletto, la cui apertura è tuttavia prevista – per motivi di sicurezza – solo quando tutta la nuova rete viaria attorno al futuro stabilimento sarà completata.
Il trasloco
Punto di manutenzione - componenti, modulare, pesante e leggera - per treni passeggeri Giruno, Astoro e Flirt TILO, l'NSIF sarà un centro di competenza per la manutenzione ferroviaria moderna e digitalizzata, ha spiegato Gian Paolo Lepori, direttore delle Officine di Bellinzona, spiegando come avverrà il trasloco. «Il 95% dei macchinari installati nello stabilimento di Castione saranno nuovi e non proverranno dalle Officine di Bellinzona». Non solo per sostituire gli strumenti vetusti, ma anche per dare all'edificio l'attrezzatura necessaria per l'insieme di manutenzioni alle quali sarà destinato, una multifunzionalità «unica in Svizzera», ha sottolineato Lepori. A partire dal mese di luglio 2028, quindi, le Officine di Bellinzona e lo stabilimento di Castione «opereranno contemporaneamente, così da permettere una progressiva riduzione delle attività nel vecchio edificio, e un aumento nel nuovo». Una messa in esercizio studiata in un progetto apposito - "Messa in esercizio NSIF", in particolare per la preparazione dei collaboratori: «Non volevamo metterli di fronte a un cambiamento totale», ha spiegato il direttore delle Officine, sottolineando come a Bellinzona, ad esempio, si stia già compiendo manutenzione su treni Astoro con l'obiettivo di prendere dimestichezza.
L'avvio a fasi prenderà «circa un anno». E il primo settore a traslocare, a metà 2028, sarà l’area multifunzionale, dove saranno eseguite le revisioni delle carrozze e dei componenti dei treni. Il trasloco proseguirà poi in modo scaglionato e si concluderà a fine 2029 con l’arrivo al NSIF dei collaboratori dell’Impianto di servizio di Bellinzona.
