Il parco Viarno è un po’ più vicino: si sblocca l’acquisto di un terreno

In attesa di potersi godere il futuro Parco Viarno nella sua interezza, da qualche giorno i cittadini luganesi possono approfittare di uno spazio verde aggiuntivo, quello antistante la storica villa che la Città vorrebbe restaurare, più grande e rivalorizzato.
Negli scorsi mesi, la Città ha infatti finalmente trovato un accordo per acquistare il terreno di proprietà di un privato e ha così potuto estendere l’area verde. «In attesa della sistemazione finale, vogliamo lasciare ai cittadini un’area fruibile. Proprio in questi giorni abbiamo effettuato i lavori di pulizia e sistemazione», spiega la capodicastero Sicurezza e spazi Urbani, Karin Valenzano Rossi. «Piano piano crescerà l’erba e lo spazio sarà decisamente più bello e gradevole».
Il progetto
Il Municipio aveva deciso di realizzare il progetto del nuovo parco Viarno a tappe, diluendo l’investimento di 26 milioni su un arco di sette anni, dal 2024 al 2030, ma i ricorsi e la stagione di risparmi allungheranno l’attesa. L’ultimo aggiornamento risale al giugno dello scorso anno, quando il Consiglio di Stato aveva approvato la variante pianificatoria che getta le basi per la valorizzazione della generosa area verde di Pregassona, con al centro i suoi edifici storici. Sull’opportunità di una loro tutela si è basato il ricorso firmato da due cittadini con il sostegno della Società ticinese arte e natura (STAN), poi respinto dall’autorità cantonale. «Non siamo contro il parco Viarno né di principio contro questa variante – ci avevano spiegato a suo tempo gli opponenti – e non vogliamo ritardare l’iter per la realizzazione del progetto: semplicemente, chiediamo venga mantenuta integralmente l’antica villa e non abbattuta per metà». Secondo i ricorrenti, gli architetti vincitori del concorso hanno confuso la parte antica e la parte più recente della villa, favorendo la decisione della Città di demolire quella più antica. Per il Consiglio di Stato, la Città ha sì commesso un errore, presente anche nel bando del concorso di architettura: un’imprecisione nell’ordine cronologico di costruzione dei due edifici che ha di fatto confuso la parte più recente con la parte antica (l’ala sud) di Villa Viarno, auspicando nel concorso di abbattere proprio quest’ultima considerata di «scarso valore architettonico e storico». Tuttavia, aveva rilevato il Consiglio di Stato, «l’imprecisione (...) non ha compromesso la correttezza o la logicità della valutazione complessiva eseguita dal Comune, che è invece fondata su elementi oggettivi e su una corretta ponderazione degli interessi in gioco». A mente del Governo, inoltre, i due stabili non possono essere considerati un’unità indivisibile. «Si tratta di costruzioni autonome, chiaramente distinguibili per forma e dimensione». Detta in altre parole: sui loro destini si potevano prendere decisioni distinte, come è stato. Un ricorso è attualmente pendente al TRAM. Lo scorso 8 luglio era invece stata consegnata una petizione, sottoscritta in pochi giorni da 500 cittadini, che chiede al Municipio di rivedere il progetto e di preservare integralmente la villa.
