Assise criminali

Il pestaggio e poi la fuga: a processo anche le vittime

Rinviati a giudizio con l’accusa di tentato omicidio due italiani che nel giugno 2024 aggredirono due persone in un autosilo di Lugano – Arrestati ad Alessandria, sono stati estradati – L'accusa chiederà più di 5 anni
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Nico Nonella
30.01.2026 06:00

Era il 23 giugno 2024. In un autosilo di Lugano scoppia un violento alterco che vede coinvolte quattro persone, due delle quali – un 23.enne e un 28.enne, entrambi cittadini svizzeri del Luganese –, hanno la peggio.

Fortunatamente, le immagini della videosorveglianza hanno immortalato l’aggressione. Stando a quanto appurato dal Corriere del Ticino, il complesso lavoro di indagine da parte degli inquirenti della Polizia cantonale ha dapprima permesso di ricostruire la dinamica dei fatti per poi risalire all’identità dei due aggressori, i quali si erano dati alla fuga in auto al termine della colluttazione. In parallelo, la Magistratura ticinese e quella italiana hanno avviato i passi necessari nel campo dell’assistenza internazionale. Si è così arrivati all’arresto dei due uomini – un 25.enne e un 26.enne, entrambi cittadini italiani residenti in Italia –, scattato in provincia di Alessandria, e alla loro successiva estradizione a fine aprile 2025.

A partire da lunedì 9 febbraio, i due indagati compariranno davanti a una Corte delle assise criminali (a presiederla, la giudice Monica Sartori-Lombardi, assistita da Emilie Mordasini e Luca Zorzi) con le accuse principali di tentato omicidio intenzionale; lesioni gravi e tentate lesioni gravi. Nei confronti dei due uomini, difesi dagli avvocati Olivier Ferrari e Rosa Maria Cappa, il procuratore pubblico Luca Losa chiederà una pena superiore ai cinque anni di carcere e il dibattimento vedrà dunque la presenza degli assessori giurati.

A rendere particolare questo processo è il fatto che alla sbarra compariranno anche le due vittime del brutale pestaggio. Nei loro confronti, il magistrato contesta l’accusa di rissa. Addebiti che entrambi, difesi dagli avvocati Marisa Alfier e Felice Dafond, respingono. Tant’è che uno di loro afferma di non ricordare che cosa sia successo, mentre l’altro nega di avere alzato le mani. Inizialmente il procedimento penale a carico dei due era stato disgiunto: ma infine tra due settimane si troveranno nella stessa aula a poca distanza dai loro (presunti) aggressori.

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