Il Pian Scairolo ripiomba nel far west: pianificazione bocciata in Tribunale

Il nuovo Piano regolatore del Pian Scairolo - PR-CIPPS, uno sforzo congiunto dei Comuni di Lugano, Collina d’Oro e Grancia - è figlio della volontà di fare ordine nel far west, ovvero di sistemare per quanto possibile il disordinato sviluppo dell’area industriale. Al PR-CIPPS si lavora da un ventennio, è stato presentato nel 2014 ed è in vigore dal 2021. Su di esso pendevano 22 ricorsi che il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) ha in gran parte respinto nelle ultime settimane, e non prima di un richiamo del Tribunale federale a sbrigarsi a decidere in merito. Tre ricorsi di privati sono però stati parzialmente accolti dal TRAM, con l’indicazione che – in attesa di un nuovo esercizio che prenderebbe anni – si debba tornare ai vecchi piani regolatori messi in naftalina proprio nel 2021, ovvero quelli all’origine dello sviluppo caotico dell’area. «Torneremmo indietro di venti o trent’anni, e sarebbe un disastro per il Pian Scairolo - commenta il municipale di Lugano Filippo Lombardi, membro della Commissione intercomunale per la pianificazione del Pian Scairolo (CIPPS). – Avrebbero così vinto i promotori immobiliari che hanno idee di sviluppo per questa zona che sono in contrasto con quanto auspicato dai tre Comuni e dal Cantone. Rischia di saltare tutto».
«Battaglia sul filo di lana»
La Commissione intercomunale non intende tuttavia arrendersi senza lottare. Ancora Lombardi: «I nostri giuristi affermano che la sentenza con cui viene cassato di fatto il cuore della pianificazione – dopo averla peraltro lodata per i primi due terzi della decisione – è difficilmente comprensibile, e abbiamo deciso di impugnarla al Tribunale federale, chiedendo che ci venga concesso l’effetto sospensivo affinché il PR-CIPPS resti in vigore almeno sino alla decisione di merito». Il timore è infatti che qualche promotore nel frattempo si attivi e inoltri delle domande di costruzione secondo le «vecchie» regole. Un timore che in realtà è già certezza, perché 5 domande in questo senso sono già state depositate, «e ce ne aspettiamo altre»: «È una battaglia sul filo di lana, e senza effetto sospensivo sarebbe complicato in questo vuoto giuridico negare le licenze edilizie. Per evitarlo potrebbe entrare in linea di conto l’istituzione di una zona di pianificazione, ma è una bomba di riserva nel caso dovesse andare tutto male. Bloccare tutto lo sviluppo del comparto non è infatti l’intenzione dei tre Comuni. Ci teniamo al Pian Scairolo, è una delle porte d’accesso a Lugano».
Il concetto
Il PR-CIPPS era basato su alcune decisioni forti. In particolare quella di concentrare gli insediamenti alla sinistra della roggia Scairolo, al fine di rendere la sponda destra una sorta di corridoio verde attrezzato e fruibile alla popolazione. Ciò avrebbe tra l’altro permesso di riqualificare come strada di quartiere la strada sulla sponda destra e di creare lo spazio necessario per la realizzazione del cosiddetto «Agglobus»: un servizio di trasporto pubblico su gomma ad alta frequenza da e per Lugano Centro che è visto come la principale arma per sgravare dal traffico il Pian Scairolo. Anche il suo destino, se dovesse naufragare il PR-CIPPS nella sua interezza, sarebbe in bilico.
Più nel dettaglio, i dispositivi di due dei tre ricorsi parzialmente accolti dal TRAM sono stati pubblicati nelle scorse settimane sul Foglio Ufficiale. Riguardano i Piani di Quartiere «Centri commerciali» e «Lischetti». Il Piano di quartiere è lo strumento con cui il PR-CIPPS intende creare il corridoio verde. Esso prevede a grandi linee che gli indici di costruzione vengano trasferiti dalle future zone verdi a quelle edificabili, che avranno dunque possibilità edificatorie maggiori. È, se vogliamo, un’applicazione dell’impostazione federale del cosiddetto «sviluppo centripeto», per cui si fa un uso parsimonioso del suolo concentrando le edificazioni piuttosto in altezza. Ma questa applicazione non ha convinto il TRAM, che l’ha bocciata almeno in queste due aree. Per le quali, si legge testualmente, «sono ripristinati i Piani regolatori previgenti». Ovvero: il far west.
