Il picchiatore geloso, atto secondo

BELLINZONA - Si riapre il sipario sulla legge d?Hiraldo. Edwin Armando Hiraldo Rodriguez torna in aula domani e venerdì davanti alla Corte d?appello e di revisione penale. La scorsa fine d?ottobre, dopo oltre sei ore di camera di consiglio, il 25.enne italo-dominicano venne condannato alle Criminali a 7anni di carcere per lesioni gravi ed omissione di soccorso. Si ricorderà che la sera del 28 gennaio 2011 il robusto 25.enne, che dal 2006 è stato coinvolto in rapine, pestaggi, incidenti da ubriaco e vicende di droga, malmenò brutalmente un 60.enne di Gordola fino a ridurlo in uno stato comatoso. Per i giudici la sua azione, per quanto feroce e disumana, non fu però un tentativo di omicidio. La sentenza non convinse però l?accusa e i famigliari della vittima. A loro avviso Hiraldo non poteva non essere cosciente della gravità della sua spietata azione. Il pp Arturo Garzoni decise così di interporre ricorso. Da domani l?accusa si batterà quindi per cercare di dimostrare che quella sera il giovane picchiatore, in preda alla furia della gelosia, volle annientare fisicamente il suo contendente e che così facendo cercò di provocarne la morte. Il difensore Felice Dafond cercherà di spiegare che il suo assistito quella sera voleva dare una lezione all?anziano, ma l?idea di annientarlo non l?ebbe nemmeno sfiorato.