«Il pieno potenziale del PalaCinema è ancora da esprimere»

La gestione in proprio delle sale cinematografiche e del ristorante ci può stare. Ma occorre al più presto costituire una nuova organizzazione aziendale ben differente da quella sinora svolta. È questa la posizione del Municipio di Locarno sulla «separazione consensuale» sancita nelle scorse settimane tra la PalaCinema SA e il gruppo Enjoy, che dal prossimo 31 agosto non gestirà più le proiezioni e la ristorazione nell’edificio che riunisce varie realtà dell’audiovisivo. Posizione che è stata spiegata lunedì sera dal sindaco Nicola Pini nella seduta del Consiglio comunale. Rispondendo a una interpellanza di Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva (Il Centro), Pini ha affermato che, a giudizio dell’Esecutivo, il pieno potenziale del PalaCinema come istituzione culturale non è ancora stato espresso. Ciò che «merita riflessioni, peraltro già in atto». Alcuni aspetti sono infatti già stati segnalati ai vertici della società partecipata dalla Città e attualmente sono in corso degli approfondimenti.
Divergenze insanabili
Il sindaco non ha nascosto lo stupore che la decisione di lasciare il PalaCinema da parte di Enjoy ha suscitato a Palazzo Marcacci. Decisione che sarebbe dettata, da un lato, da divergenze finanziarie ed organizzative, dall’altro, dal riorientamento della propria attività. «L’Esecutivo ha condiviso il fatto che nell’urgenza dovuta alla situazione venutasi a creare a seguito dell’improvvisa decisione di Enjoy di ritirarsi dall’attività, si è dovuta trovare una soluzione che evitasse la chiusura della struttura», ha argomentato il sindaco. Consapevole del fatto che non si tratta di una sfida facile, Palazzo Marcacci «ha reso attento il Consiglio di amministrazione della PalaCinema SA sulle sue responsabilità gestionali, invitandolo ad approfondire tutte le ipotesi percorribili. Tra queste, anche l’eventuale coinvolgimento dell’amministrazione cittadina, ma puntuale e su temi o compiti specifici». La gestione delle sale cinematografiche e del ristorante, oltre agli aspetti culturali legati all’audiovisivo non può infatti essere «parte integrante dell’amministrazione comunale, che semmai può fornire sostegni puntuali», ha ribadito Pini.
Oltre due milioni di affitti
Dalla risposta all’articolata interpellanza delle due consigliere comunali del Centro, si evince che Enjoy «era (da notare il verbo coniugato al passato, ndr.) il principale partner di PalaCinema: dall’apertura nell’estate del 2017 alla fine della relazione contrattuale, l’importo sarà di circa 2 milioni di franchi». A questa somma vanno ad aggiungersi importi riconosciuti per investimenti da parte dell’inquilino e il controvalore concordato per la cessione di quanto necessario alla PalaCinema SA per riprendere l’attività dal prossimo 1. settembre. Nell’elencare, come richiesto dalle firmatarie dell’interpellanza, le varie attività svolte al PalaCinema dall’entrata in servizio della nuova direzione nel 2024, Pini si è soffermato sugli eventi commerciali (che negli ultimi due anni hanno generato ricavi complessivi per oltre 200 mila franchi) e sui progetti culturali, tra i quali citiamo, per limitarci al 2025, quelli legati ai festeggiamenti per il centenario del Patto di Locarno. Molti, inoltre, gli eventi ospitati nel palazzo in piazzetta Remo Rossi: dall’assemblea dell’Accademia del cinema svizzero, al premio ATG di giornalismo del Ticino, dalla notte dei corti alla collaborazione con la RSI per la diffusione della Prima alla Scala di Milano.
Ufficio presidenziale rinnovato
La seduta si è aperta con il rinnovo dell’Ufficio presidenziale. Alla carica di prima cittadina è stata eletta Yvonne Ballestra Cotti, la quale nel suo discorso ha insistito sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato per sfruttare appieno il potenziale di crescita della Città. Alle locarnesi e ai locarnesi la neo presidente del Consiglio comunale ha rivolto l’accorato invito affinché partecipino alla vita politica comunale. «Perché la politica migliore è quella che unisce».
Il Legislativo ha dato poi la sua adesione alla candidatura di Locarno quale Capitale culturale svizzera del 2030 insieme a Lugano, capofila del progetto, e Mendrisio. Quest’iniziativa, per la quale è stato stanziato un credito di mezzo milione di franchi, si sposa con la vocazione culturale della Città. Ma il monito rivolto all’Esecutivo è chiaro: Locarno non dovrà avere un ruolo da comprimaria. La municipale Nancy Lunghi ha però voluto rassicurare gli scettici sulla validità di questo progetto policentrico. Progetto nel quale Locarno è co-protagonista e avrà un ruolo decisionale chiaro.
