Il primo anno di Lema porta in dote un «tesoretto»

Che, finanziariamente, il primo anno del Comune di Lema sarebbe stato positivo, era praticamente certo. Ma la chiusura contabile del 2025 ha comunque restituito una situazione ancora più rosea del previsto. Merito di due poste in particolare: il riconoscimento dei contributi di livellamento e delle importanti sopravvenienze d’imposta. Detto in soldoni, il risultato ordinario ha registrato un +1,2 milioni (a fronte di una chiusura preventivata in pareggio) e l’autofinanziamento si è fissato in 5,7 milioni, uno in più di quanto preventivato. Tutto sommato quindi, il risultato globale si è attestato a +4,3 milioni (anziché i +2,7 preventivati) e ora il capitale proprio si attesta sui 6,4 milioni.
La parte del leone
Difficile iniziare meglio la nuova avventura. Ma il Municipio anticipa che ciò non si tradurrà in un alleviamento della pressione fiscale (l’intenzione è mantenere il moltiplicatore politico al 95%) e questo perché si tratta di ricavi straordinari e difficilmente ripetibili, con l’eccezione forse delle sopravvenienze d’imposta, comunque sempre imprevedibili. La parte del leone l’ha fatta il contributo cantonale di aggregazione, pari a 3,8 milioni di franchi. Una cifra che era attesa, mentre prudenzialmente non erano state considerate le poste relative ai contributi di livellamento. Globalmente, gli ex Comuni beneficiavano della perequazione finanziaria intercomunale, ma che ciò si trasferisse automaticamente al nuovo Ente locale non era scontato. Nel frattempo è giunta conferma in tal senso dal Cantone. «Questa impostazione - scrive il Municipio nel commentare i conti - consente al nuovo Comune di rafforzare la propria situazione finanziaria e di consolidare le basi economiche in linea con gli obiettivi dell’aggregazione». Sorprese in positivo sono poi giunte dalle sopravvenienze d’imposta, il termine con il quale si indicano gli scostamenti d’incasso a livello di imposte comunali. Esse si creano in quanto si lavora su stime (generalmente prudenziali) dei gettiti fiscali che poi vengono confermate solo a distanza di qualche anno con i dati reali. Questi ultimi, per Lema, hanno rivelato che il gettito delle persone fisiche era stato sottostimato.
Visione parzialmente distorta
Pur accogliendo con felicità il risultato estremamente positivo, il Municipio sottolinea che esso ritorna «una visione parzialmente distorta della reale situazione finanziaria del Comune». D’altronde, una certa fragilità finanziaria è stata uno dei motori dell’aggregazione. Nelle intenzioni dell’Esecutivo, il «tesoretto» permetterà nei prossimi anni di far fronte all’attuale Piano degli investimenti, che supera la capacità di autofinanziamento strutturale di Lema, stimato in circa un milione di franchi annui senza fare debiti. La situazione sarà in ogni caso ulteriormente analizzata nel Piano finanziario unitamente al Piano delle opere per il periodo 2026-2028.
«Si eroderà il capitale proprio»
Se Lema può festeggiare un buon 2025, non altrettanto può dire Vezia, che da qualche anno sta facendo i conti con una situazione finanziaria difficile, che ha fra l’altro portato in tempi recenti il moltiplicatore politico dal 70 all’85%. Il 2025 si è infatti chiuso con un disavanzo di quasi 900.000 franchi a fronte di uno preventivato di poco più di un milione, a cui si aggiunge oltre un milione di investimenti non coperti dalla gestione corrente. «Il disavanzo registrato comporterà un’erosione del capitale proprio – commenta il Municipio. - Consapevoli delle sfide attuali e future, confermiamo la volontà di proseguire con un’analisi approfondita e costante della spesa corrente, al fine di individuare ulteriori misure di contenimento e possibili tagli laddove ciò risulti necessario e sostenibile. È tuttavia doveroso rilevare che eventuali ulteriori interventi di riduzione della spesa potranno inevitabilmente generare dissapori e comportare, per la popolazione, la necessità di rinunciare ad alcuni servizi o sussidi finora garantiti».
