Mendrisiotto

Il progetto che farà guardare il San Giorgio in modo diverso

Decisivo passo avanti per il disegno che mira a rinnovare l’Alpe Forello
© CdT/LT
Lidia Travaini
21.10.2026 06:00

Chiudete gli occhi e immaginate di essere seduti al sole immersi nella natura, in vetta a un monte del Mendrisiotto con una magnifica vista sul lago Ceresio. State sorseggiando una bibita fresca e mangiando una fetta di torta, recuperando le energie dopo una faticosa camminata. Ora aprite gli occhi e diteci dove siete.

Molti di voi diranno in vetta al Generoso. Per forza di cose, visto che su nessun’altra vetta del Mendrisiotto si trova un punto di ristoro. È vero: oggi è così, ma un domani questa scena potrebbe verificarsi anche altrove. Sul Monte San Giorgio dove un progetto volto (anche) a creare uno spazio ricettivo ha appena fatto un ulteriore e importante passo avanti.

Ci riferiamo all’Alpe Forello, un edificio in stato di abbandono che sorge poco sotto la vetta del San Giorgio, ai piedi del noto «pratone». Un’iniziativa privata mira a far rinascere l’alpe in territorio di Meride, creando un «punto d’accoglienza, soggiorno e ristoro» – si spiega nell’incarto – nell’edificio, il quale una volta riqualificato e ampliato «potrebbe diventare un punto di sensibilizzazione del patrimonio» del Monte San Giorgio. Abbiamo parlato di «incarto» perché per poter realizzare l’intervento è necessaria una variante di Piano regolatore. Una procedura che ha incontrato degli ostacoli a causa di qualche perplessità, ma che ora è stata approvata dal Consiglio di Stato. E una procedura in cui è inserito anche il dissodamento di 1.825 metri quadri di superficie. «La domanda del Municipio di Mendrisio con cui si richiede il dissodamento definitivo di una superficie boschiva di 1.825 metri quadri (...), allo scopo di codificare a Piano regolatore la zona per costruzioni d’interesse pubblico dell’Alpe Forello, sul Monte San Giorgio, finalizzata al recupero e riqualifica del vecchio edificio storico di accoglienza e alla realizzazione dell’impianto di fitodepurazione, in ottica di conservazione dell’edificio esistente e di valorizzazione del pregiato comparto naturalistico, è accolta», si legge sul dispositivo del Consiglio di Stato pubblicato ieri. Come da prassi, c’è ancora la possibilità di ricorrere, entro un mese, al Tribunale cantonale amministrativo.

Ma torniamo sul San Giorgio. «Il riuso dell’Alpe Forello anche a scopo ricettivo risponde ad una precisa esigenza alla scala territoriale. Con le sue caratteristiche, il Monte San Giorgio è un luogo ideale per accogliere un turismo orientato alla natura e al paesaggio», si sottolineava nel rapporto di pianificazione pubblicato nella primavera 2025. Nelle intenzioni, l’Alpe Forello sarà oggetto di un restauro conservativo sulle facciate, di una sopraelevazione per creare delle stanze e di una riqualificazione esterna. Ci sarà spazio anche per aree didattiche. Gli obiettivi sono due: «Da una parte, salvaguardare e continuare a valorizzare i peculiari aspetti paesaggistici e naturalistici che caratterizzano il territorio di Meride», dall’altra permettere «il recupero e il riuso dell’Alpe Forello in modo sostenibile e compatibile con gli aspetti paesaggistici e naturalistici locali, tenuto conto che l’alpe negli anni ‘30 e ‘40 era già utilizzata come grotto e luogo di pernottamento».

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