Il Sant'Eugenio guarda al futuro

LOCARNO - "È una soluzione che racchiude lo spirito della nostra scuola: quello che la vuole da sempre un luogo di accoglienza, solidarietà e aiuto". Commenta così Dafne Ferroni-Luban, presidentessa del comitato dell'Associazione amici ed ex allievi del Sant'Eugenio, la scelta definita per il futuro dell'istituto privato, costretto a chiudere a giugno, dopo 130 anni di attività, a causa di difficoltà finanziarie e di un drastico calo delle iscrizioni.
Una soluzione che prevede lo spostamento delle attività del centro oto-logopedico negli spazi che saranno lasciati vuoti dalla scuola privata e l'insediamento, nelle aule liberate dal centro, di una scuola speciale. In questo secondo caso, protagonista è il Cantone che "verosimilmente" affitterà i locali dalle proprietarie - le suore della concregazione di Ingenbohl e li ristrutturerà, per dar vita a una classe speciale di scuola dell'infanzia e alcune di scuola elementare.
"È un progetto importante - ha commentato stamattina in conferenza stampa Giuseppe Cotti, intervenuto in veste di membro del comitato dell'Associazione - all'interno del quale integreremo, dal 2017, una scuola dell'infanzia inclusiva, con momenti di condivisine per tutti i bambini". Intanto, l'Associazione continuerà a svolgere il suo lavoro per il centro oto-logopedico (per il quale ha un mandato di prestazione da parte del Cantone).
"Il nostro desiderio - ha spiegato Ferroni-Luban - è pure quello di continuare ad avere un ruolo attivo. Per questo stiamo approfondendo alcune idee che potrebbero essere stimolo non solo per i bimbi che continueremo a ospitare, ma anche per chi da fuori potrebbe trovare interessante partecipare a un atelier di pittura o ad altre iniziative che intendiamo realizzare».
