Il terzo ponte sulla Maggia dedicato a ciclisti e pedoni

Non rappresenta semplicemente il terzo ponte sulla Maggia la passerella ciclopedonale inaugurata ieri nella zona della Morettina. Ma l’opera ha anche una forte valenza simbolica. «Si tratta della prima inaugurazione ufficiale dopo i mesi di chiusura dovuti all’emergenza sanitaria», ha esordito il sindaco di Locarno Alain Scherrer. «In questo tempo si è lavorato molto, ma sono mancati il contatto con la gente e le occasioni per promuovere la progettualità e l’impegno volti a migliorare il nostro territorio». La passerella, ha ancora aggiunto Scherrer, riveste inoltre un ruolo importante, perché «come tutti i ponti offre opportunità di collegamento e incontro». E il sindaco ha concluso: «Ora ci aspettano nuove sfide, dalle insidie della ripartenza alle opportunità offerte dalla galleria di base del Monte Ceneri».
Evidentemente soddisfatto del manufatto anche il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali: «I continui passaggi di ciclisti e pedoni, durante questa piccola cerimonia, testimoniano da soli il senso dell’opera». La passerella si inserisce infatti in un sistema di collegamenti ciclabili molto utilizzati dalla popolazione, fornendo un percorso attrattivo agli utenti che scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’automobile su corte distanze, all’interno della rete stradale del Locarnese. «La politica cantonale favorisce la mobilità lenta, che migliora la qualità di vita», ha poi sottolineato Zali, ricordando anche la recente apertura della tratta ciclabile alla Verbanella, nonché diversi altri percorsi dedicati alle due ruote di prossima realizzazione in Vallemaggia e nel Gambarogno.
La rivoluzione dei trasporti
«La passerella non favorisce solo la mobilità lenta, in un ambiente per altro suggestivo e distante dal traffico motorizzato. Ma permette anche di prepararci alla rivoluzione dei trasporti pubblici che avverrà con l’apertura della galleria del Monte Ceneri», gli ha fatto eco Paolo Caroni, vice sindaco di Locarno e presidente della Commissione intercomunale dei trasporti. «Questo collegamento permette infatti di liberare la vecchia ciclabile sul ponte stradale, in modo da trasformarla in una corsia dedicata per gli autobus (ndr. i lavori sono già iniziati». Il tutto, ricordiamo, entro la fine dell’anno permetterà un grosso aumento del numero di corse e anche un netto miglioramento della cadenza oraria con autobus ogni 15 minuti tra Locarno e Ascona e quindi a favore di tutto l’agglomerato.
E sulla rivoluzione dei trasporti pubblici si è infine soffermato anche il vice sindaco di Ascona, Maurizio Checchi. «Questo importante ponte rappresenta il primo tassello di un grande progetto. Ci aspettano mesi, e forse anni, di lavori stradali», ha sottolineato. «Dobbiamo però ricordare che i disagi di oggi vanno a favore della mobilità pubblica, e quindi anche della qualità di vita, del futuro».
I dettagli del manufatto
L’opera, dal costo di circa 5,6 milioni di franchi, visto tutto quanto appena detto è ovviamente annoverata fra le misure del Programma di agglomerato del Locarnese di seconda generazione. È stata finanziata dal Cantone con 2,3 milioni e dai comuni della regione (CIT) con 1,2 milioni, mentre il sussidio da parte della Confederazione è pari a circa 2,1 milioni.
Il nuovo manufatto, della lunghezza complessiva di 161 metri, si sviluppa su quattro campate. La struttura è in acciaio, il calpestio è rifinito in resina epossidica con aggiunta di granulati di quarzo(antisdrucciolo) e degli inserti puntuali in lastre di granito. Tale pavimentazione differenziata abbinata alla posa di puntuali panchine permette di definire con agio la fruibilità degli spazi riservati fra pedoni e ciclisti . La larghezza utile è variabile da 5 a 5,5 metri circa, con una pendenza ridotta (fino al 4% del camminamento). Mentre l’illuminazione è garantita da un impianto a LED.
Infine, a completare la passerella vi sono le rampe di accesso di circa 5 metri di larghezza, che con pendenze sempre contenute, praticabili anche da persone diversamente abili, garantiscono il collegamento alla rete ciclabile regionale nonché alle piste d’argine e delle golene fluviali.