Il Ticino ha 1.200 «securini», 4 su 10 sono frontalieri

In Ticino, sono attualmente circa 1.200 gli agenti autorizzati che risultano collegati a un’agenzia di sicurezza. I «securini», per intenderci. 423 sono di nazionalità svizzera. Mentre tra gli stranieri, 186 sono domiciliati (permesso C), 81 sono residenti (permesso B) e 504 sono frontalieri (permesso G). È il Consiglio di Stato a fornire i dati, rispondendo a un'interrogazione di Tuto Rossi.
La segnalazione di un'aggressione al Nebiopoli
Il deputato dell'UDC è il patrocinatore di due persone – un uomo e sua moglie – «massacrate da agenti di un'agenzia di sicurezza privata al carnevale Nebiopoli» di Chiasso (per i quali ha sporto querela). E, il 17 marzo, ha presentato un'interpellanza (poi trasformata in interrogazione) al Consiglio di Stato chiedendo chiarimenti sul funzionamento e sui controlli delle società di sicurezza privata incaricate di garantire l’ordine durante gli eventi pubblici. Dell'episodio, si è parlato che in due interpellanze presentate al Municipio di Chiasso: la prima firmata del gruppo Unità di Sinistra-I Verdi-Indipendenti, la seconda presentata dalla consigliera comunale UDC Selma Caselli Verga. Quest'ultima interpellanza, nell'ultima seduta del Consiglio comunale del 30 marzo, è stata rinviata. Mentre l'Esecutivo, rispondendo alle domande dell'area progressista, ha preferito astenersi da «ulteriori considerazioni» a fronte di un procedimento penale in corso. Sollecitata, però, sulla supervisione futura di manifestazioni come il carnevale, ha confermato come «in vista delle prossime edizioni possa essere approfondita maggiormente la collaborazione fra lente organizzatore, la ditta a cui è affidata la sicurezza, gli organi di Polizia e il servizio sanitario».
Gli agenti di sicurezza «sono formati»
Ampliando lo sguardo a livello ticinese, Tuto Rossi – come detto – ha chiesto chiarimenti sul funzionamento e sui controlli effettuati dalla Polizia cantonale sugli impiegati delle agenzie di sicurezza privata (Securitas, Prosecur, Rainbow, ecc.). Il Governo, ha chiarito che il personale incaricato di garantire la tutela della sicurezza durante eventi pubblici esegue compiti soggetti alla legge sulle prestazioni private di sicurezza e investigazione (LPPS). Agenti e agenzie di sicurezza devono pertanto disporre della specifica autorizzazione rilasciata dalla Polizia cantonale. La legge sancisce che all’istanza per l’ottenimento di un’autorizzazione quale agente di sicurezza deve essere allegato l’estratto del casellario giudiziale svizzero (ed estero nel caso in cui il richiedente risiede o ha risieduto all’estero nei 5 anni precedenti l’istanza) rilasciato da non più di tre mesi. Il casellario giudiziale viene richiesto a ogni istanza di rilascio o di rinnovo dell’autorizzazione, la quale, di principio, ha una validità di tre anni. In singoli casi può essere richiesto anche in corso di validità dell’autorizzazione.
«Uno dei requisiti per ottenere l'autorizzazione quale agente di sicurezza è aver seguito e terminato con successo la formazione CPSICUR, formazione professionale specifica. Questa formazione è obbligatoria per qualsiasi agente di sicurezza ed è erogata esclusivamente dall’Istituto di formazione continua (IFC). La stessa è subordinata al superamento di un test d’entrata. Il corso per agente di sicurezza si sviluppa su 40 ore-lezione suddivise in 5 tematiche. In Ticino la formazione di base (obbligatoria) e la formazione continua (obbligatoria) non possono essere svolte dai datori di lavoro ma unicamente dall’IFC, il quale collabora strettamente con la Polizia cantonale. Tutti gli agenti di sicurezza ricevono pertanto la medesima formazione di base. Le aziende possono ovviamente formare ulteriormente il proprio personale secondo le loro esigenze specifiche».
Come garantire la sicurezza?
Quali misure intende adottare il Governo per garantire che la sicurezza negli eventi pubblici sia affidata a personale qualificato e debitamente formato?, chiedeva Tuto Rossi nella sua interrogazione. «Il Governo rileva che il quadro normativo vigente stabilisce già dei rigorosi criteri relativi alla formazione continua. Eventuali criticità dovute ad episodi puntuali devono essere affrontate prioritariamente attraverso un’applicazione rigorosa delle disposizioni esistenti e, se del caso, mediante interventi mirati a livello di controllo». Il modello di formazione attuale, aggiunge il Consiglio di Stato, risulta essere superiore a quanto richiesto in molti altri cantoni svizzeri. «Il sistema attuale permette già di controllare il rispetto delle norme, sia da parte delle ditte che degli agenti di sicurezza, e sanzionare mediante contravvenzione e in ultima ratio con la revoca dell’autorizzazione».
