«Immettere i pesci è un grande problema»

«La pioggia di questo fine settimana è stata sì una boccata d’ossigeno, ma non è sufficiente». Per i fiumi e i torrenti del Mendrisiotto, il prolungato periodo di siccità si sta rivelando essere un forte pericolo per i pesci. E le precipitazioni avvenute negli scorsi giorni – come spiegato da Christian De Piaggi, presidente della Società pescatori del Mendrisiotto, detta anche Mendrisiense – potrebbero essere state solo un proverbiale cerotto. Già, perché la mancanza di acqua, per le trote dei nostri corsi d’acqua, sta diventando un problema su più fronti. A partire dalle attività di «semina» – ovvero l’immissione di pesci nei fiumi – che sono evidentemente ostacolate. «Siamo riusciti a fare qualcosa l’altro ieri, ma per fare una semina corretta ci vuole una quantità d’acqua adeguata – ammette il presidente –. Aiuto nelle immissioni da una ventina d’anni e non mi è mai capitata una primavera così».
In questo periodo, infatti, si sarebbero già dovute seminare nei fiumi le uova e gli avannotti (pesci della taglia di 2-3 centimetri al massimo) provenienti dagli incubatoi che si occupano della riproduzione, ma le operazioni proseguono a rilento. Il materiale ittico non manca – dall’incubatoio di Brusino si è pronti a immettere 30.000 trote fario e 300.000 lacustri – ma le condizioni attuali non consentono la buona riuscita dell’operazione.
Questo perché, va detto, non basta uscire con il «brentello» (il contenitore nel quale si trasportano gli avannotti) e alla prima pozza rilasciare i pesci: «Non si può concentrare il pesce nelle pozze presenti perché così non si farebbe altro che alimentare le trote già presenti», sottolinea De Piaggi. Servono dunque tratti dei torrenti adeguati, non troppo esposti e poco visitati. Ma questi, attualmente, non hanno sufficiente acqua. In aggiunta, nel Mendrisiotto, bisogna considerare anche la conformazione del territorio: «Dobbiamo prestare attenzione anche ai possibili inquinamenti, a maggior ragione ora che c’è poca acqua. I nostri non sono corsi d’acqua che scorrono lungo le valli in mezzo alle pinete. Dobbiamo fare i conti con torrenti ubicati a pochi passi da zone industriali».
In campo anche le scuole
Il ripopolamento dei corsi d’acqua è una pratica effettuata su tutto il territorio cantonale. Sono numerosi gli incubatoi presenti. Nel Distretto si fa capo a quello dell’Assoreti di Brusino Arisizio e per le uova, a quello di Maglio di Colla. «Il loro è un lavoro indispensabile» fa presente il presidente della Mendrisiense.
Sono, insomma, la base di partenza per i ripopolamenti che le società di pesca eseguono, sotto il controllo del Cantone: «Lo facciamo per dare un futuro al corso d’acqua e per ovviare alle freghe naturali (la riproduzione dei pesci) che non sempre vanno a buon fine».
Certo, la crescita dei pesci immessi, fra qualche anno, permetterà anche di poter continuare a risalire i fiumi e praticare la propria passione. Passione e intenti che la Mendrisiense si impegna anche a tramandare ai più piccoli, magari futuri pescatori. «In collaborazione con il Gruppo genitori della Montagna e il locale Gruppo pescatori nelle scorse settimane abbiamo organizzato due pomeriggi con i ragazzi delle elementari e delle medie» racconta De Piaggi.
L’obiettivo? «Grazie al supporto di due guardiapesca si è vissuto un momento di istruzione sulle semine, come nascono i pesci e di cosa si nutrono nonché sull’imparare a conoscere e rispettare i nostri corsi d’acqua».
