In aumento reati e cibertuffe in Ticino

Nel 2024, in Ticino, sono aumentati i reati e le cibertruffe. È quanto emege da un comunicato stampa della Polizia cantonale che spiega come, lo scorso anno, la SATI ha portato avanti 50 inchieste (38 nel 2023), effettuato 52 (130) perquisizioni per altri servizi, eseguito 1'121 (1'151) analisi informatico forensi, elaborato 53 (26) analisi criminali operative e collaborato durante 29 (31) ricerche d’emergenza. Inoltre, ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco.
Per quanto riguarda la criminalità digitale, come anticipato, la maggior parte dei reati rientra nel settore della «cibercriminalità economica». In questo senso, l’incremento dei reati informatici registrato nel 2024 s’inserisce in una tendenza rilevata anche sul piano federale. Da sottolineare, nell’ambito dell’aumento delle cibertruffe, l’incidenza del reato di abuso di sistemi di pagamento online/carte di credito o abuso d’identità di terzi (+25%), riconducibile alla crescita del numero d’infrazioni ai sensi dell’art. 179dicies (usurpazione d’identità) in vigore dal 1. settembre 2023.
Il fenomeno delle truffe di tipo Business email compromise (BEC), si legge ancora nella nota, rimane uno dei principali ambiti d’inchiesta: lo scorso anno sono state aperte 11 indagini (10 nel 2023) per un danno economico di circa 1 milione di franchi. In un’occasione, il tempestivo allarme da parte della società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto: circa 18.6 milioni di franchi versati su un conto estero. Le inchieste concernenti gli attacchi ransomware sono state invece 6 (11 nel 2023).
Le criptovalute sono sempre più al centro degli affari criminali: due inchieste hanno riguardato il furto di moneta virtuale per un totale di 4.7 milioni di franchi. Di questi, 2.7 milioni sono stati bloccati e recuperati. In questi casi l’attività verte principalmente sul tracciamento dei flussi di denaro e sulle richieste d’informazioni agli Exchange (piattaforme di acquisto e vendita di criptovalute). In molti casi gli autori operano dall’estero utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni si è collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla cibercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi.
