Locarno

In Città a trenta all'ora di notte? «Proposta superata dai tempi»

La maggioranza della Commissione della legislazione invita a respingere una mozione risalente al 2021
©CdT/Chiara Zocchetti
Jona Mantovan
16.02.2026 06:00

Diminuire ulteriormente la velocità di notte, dalle 22 alle 6 di mattina nelle zone residenziali? No, grazie. È la risposta della Commissione della legislazione di Locarno. Risposta che però non è unanime, perché spunta un rapporto di minoranza della verde Mariachiara Cotti, la quale invita i colleghi del Legislativo ad adottare la misura. L’idea, promossa nel 2021 tramite una mozione dall’allora consigliera comunale Francesca Machado (e cofirmatari), non piace proprio a tutti, insomma. Ma a qualcuno sì. L’intenzione degli ecologisti sarebbe di far rallentare i veicoli nelle ore più buie e silenziose a 30 chilometri all’ora, laddove il limite previsto è di 50, alfine di combattere l’inquinamento fonico dovuto al traffico.

Ma non solo. Perché se questa modifica dovesse passare, si chiederebbe al Comune di promuoverla anche tra i «vicini di casa». Già il Municipio, però, l’aveva cassata con un preavviso negativo, che ora si riflette anche nella relazione di maggioranza appena consegnata . Quattro anni di cambiamenti «Negli ultimi anni l’Esecutivo si è attivato nel cercare soluzioni che potessero migliorare le diverse lacune che, ai tempi, erano probabilmente alla radice dei motivi che portarono la mozionante, e i corrispettivi firmatari, a elaborare l’atto politico», si legge appunto nel documento sottoscritto da Daniele Laganara (relatore), Risto Dacev, Mauro Belgeri, Fabio Clerici, Rosanna Camponovo e Giovanni Roggero. I commissari - ricordando il quadriennio trascorso fino a oggi, in un’epoca in cui «le condizioni erano molto differenti da quelle attuali» -, ringraziano comunque per aver portato il tema all’attenzione di Palazzo Marcacci, suggerendo alla squadra capitanata dal sindaco Nicola Pini di «continuare sulla strada intrapresa in passato», che l’ha portata a dimostrarsi sempre più «sensibile all’argomento, valutando con attenzione, caso per caso ma senza generalizzare, questa limitazione notturna». 

«Problemi ai soccorsi» 

Tra le tesi a sfavore, sempre citate nello stesso scritto, il fatto che un’introduzione così capillare sul territorio «potrebbe creare problemi ai mezzi d’emergenza dei pompieri, della Polizia o dei soccorsi del Servizio ambulanza». 

«Conseguenze sulla salute» 

«A livello nazionale, solo Losanna ha implementato in maniera sistematica questa filosofia. Nessuna realtà in Ticino prevede una norma del genere, pur se qui siamo sensibili alla problematica del rumore», concludono gli autori citando uno studio, condotto da Allevi e commissionato proprio dalla città stessa, nel quale non era stato rilevato alcun superamento delle soglie di allarme, se non in pochissimi casi. «Si tratta solo di singole persone che utilizzano in modo non corretto il loro mezzo di trasporto motorizzato, come scooter o auto di grossa cilindrata, molestando la quiete nella fascia di riposo. Ma, per tali eventualità, si propone semplicemente un maggiore controllo nelle zone toccate dal problema». Di parere contrario, come detto, il campo opposto, composto unicamente dalla sola rappresentante dei Verdi.  

«Non ostacola la fluidità» 

Pur riconoscendo l’impegno compiuto in questo periodo per migliorare la situazione su questo fronte (e lanciando l’appello affinché si continui), sottolinea come una persona su otto in Svizzera sia esposta a vibrazioni sonore dannose, soprattutto durante gli orari destinati normalmente al sonno. «Anche il fatto che queste interferenze siano soltanto sporatiche, ma in maniera improvvisa, ha conseguenze negative sulla salute. Come dimostrato, se ancora fosse necessario, anche da un’analisi dell’Organizzazione mondiale della sanità». E, ancora: «Proprio al calar della sera, quando le vie non sono più intasate da ingorghi o dalla presenza di altri utenti, si tende a mettere il piede sul gas più facilmente, senza badare troppo alle indicazioni imposte dalla segnaletica stradale. Locarno dovrebbe essere pioniera in questo senso per tutto il Cantone. D’altronde, la strategia che ci auguriamo sia accolta non ostacola la fluidità della circolazione, che deve rimanere il più possibile garantita sugli assi principali». Resta da vedere se il Legislativo si farà convincere da questa visione oppure se preferirà mantenersi sulla lunghezza d’onda «maggioritaria».