In Ticino una rapina su quattro è commessa da minorenni

Nel 2025 la Sezione dei reati contro l’integrità delle persone (SRIP) è stata attivata in 878 occasioni, un dato in aumento rispetto al 2024 (793). I reati gravi commessi da minorenni sono stati 11 e risultano stabili (10), mentre il numero di inchieste per reati violenti che li riguardano è diminuito sensibilmente (da 98 a 40), segnando un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Si registra invece un incremento delle violenze carnali (da 18 a 26), aumento che potrebbe essere influenzato anche dalla recente revisione del diritto penale in materia sessuale, ora fondata sul principio del consenso. Nel corso dell’anno sono inoltre proseguite le attività di prevenzione nelle scuole, attraverso interventi e momenti di sensibilizzazione rivolti a giovani, famiglie e istituti scolastici. È quanto emerge dal comunicato stampa relativo all'attività 2025 della SRIP.
Lo scorso anno la SRIP, composta dal Gruppo vittime speciali (GVS) e dal Gruppo minori (GMin), è stata attivata 878 volte (+10.7%). Di queste, 81 (84) sono state consulenze generiche per altri servizi di polizia, 348 (378) gli eventi inerenti casi trattati dal GMin e 449 (331) per fattispecie di competenza del GVS. Nel 2025 si è registrata una sensibile diminuzione delle inchieste per reati violenti commessi da minorenni, passate da 98 nel 2024 a 40, così come si è ridotto il numero degli arresti (da 35 a 17). Questo calo è in parte riconducibile alle cifre del 2024, influenzate da un’importante inchiesta legata al fenomeno del “Pedo-Hunting”1, che aveva portato all’arresto di 12 minorenni. Dopo l’aumento osservato negli ultimi due anni, la percentuale di autori minorenni nell’ambito dei reati previsti dal Codice penale si è leggermente ridotta. D’altra parte, circa una rapina su quattro vede coinvolti gruppi di autori minorenni che, tramite minacce, sottraggono a loro coetanei telefoni cellulari, capi di abbigliamento di marca o piccole somme di denaro. Questo andamento, che sembra indicare un maggiore ricorso alla violenza e un coinvolgimento più precoce dei giovani, continua a essere monitorato, assicurano le autorità. Le inchieste per il reato di pornografia risultano sostanzialmente stabili attestandosi a 86 (84 nel 2024). La maggior parte degli incarti in questo ambito deriva dal monitoraggio della rete Internet a livello nazionale e internazionale.
Per la maggior parte delle altre fattispecie nell’ambito dei reati sessuali non emergono tendenze particolarmente significative. Si registra tuttavia un aumento delle violenze carnali, passate da 18 a 26. Questo dato potrebbe essere influenzato anche dalla revisione del diritto penale in materia sessuale, che ha introdotto un cambio di paradigma basato sul principio del consenso. In base alla nuova normativa, per configurare i reati di violenza carnale e di coazione sessuale non è più necessario dimostrare l’uso di forza fisica o di minacce da parte della persona autrice di reato: è infatti sufficiente che l’atto avvenga in assenza del consenso della vittima. Nel corso del 2025 è inoltre aumentato in modo significativo il numero di audizioni e verbali videoregistrati di vittime di reato (minorenni, persone anziane e persone con disabilità): 84 le audizioni o verbalizzazioni videoregistrate (66 nel 2024). Particolare impegno ha richiesto anche la gestione delle scomparse e degli allontanamenti di minorenni, aumentati da 12 a 21 casi. Giovani e giovanissimi restano un target prioritario per i controlli e le attività di prevenzione. In questo contesto sono state organizzate campagne mirate e momenti di dialogo negli istituti scolastici, dalla quinta elementare fino alle scuole professionali e superiori. Il Gruppo visione giovani (GVG), incaricato delle attività di prevenzione primaria, secondaria e terziaria negli istituti scolastici, è stato sollecitato complessivamente 298 volte tramite richieste di aiuto provenienti da genitori o direzioni scolastiche. Gli agenti hanno inoltre realizzato 340 interventi di prevenzione nelle scuole e condotto 103 colloqui di conciliazione con minori, eventualmente coinvolgendo anche le famiglie.
