In via Nassa Gucci e Bally hanno chiuso «ma arriveranno altri brand»

«Via Nassa non è in crisi. Sta solo cambiando pelle». Roberto Mazzantini, presidente dell’associazione Via Nassa, mantiene l’ottimismo. Anche di fronte alle ultime chiusure dei punti vendita di Gübelin (avvenuta in marzo), Bally (maggio) e Gucci (luglio). «La chiusura della boutique Gucci rappresenta una perdita importante per l’immagine di via Nassa, ma non può essere interpretata come un verdetto sulla capacità attrattiva della più prestigiosa via commerciale di Lugano», afferma Mazzantini. Questo anche perché proprio per gli spazi lasciati vuoti da Gucci «è in corso una trattativa con un altro importante brand internazionale, non appartenente al settore della moda, che porterebbe qualcosa di veramente nuovo per Lugano». E «non si tratterebbe del marchio Zara Home», come invece direbbero alcune voci circolate negli ultimi giorni, puntualizza il presidente dell’associazione Via Nassa.
Particolare non da poco, anche dalle ceneri del negozio di Bally potrebbe sorgere una nuova vetrina, «visto che sono ben due le trattative avviate con brand interessati a subentrare», precisa il presidente dell’associazione.
Se a questo si aggiunge che nello stesso tempo «via Nassa ha registrato investimenti rilevanti da parte di altri protagonisti internazionali», ecco che il quadro appare molto meno fosco di quello che si può immaginare, confrontandosi, appunto, con le chiusure di Gübelin, Gucci e Bally. «Hermès – chiarisce Mazzantini, ritornando sugli investimenti conclusi nel corso di questi mesi nella via - ha completamente rinnovato e ampliato la propria boutique, portandola a una superficie di circa 300 metri quadrati. Cartier ha rilevato gli spazi precedentemente occupati da BancaStato e sta raddoppiando la propria superficie di vendita. Montblanc ha inaugurato solo pochi mesi fa un nuovo spazio, mentre l’11 giugno Kartell ha riaperto la propria boutique dopo alcuni anni di assenza, riportando nella via uno dei marchi internazionali più riconosciuti nel settore del design».
La via… sembra perciò tracciata. «Il futuro di via Nassa non dipenderà esclusivamente dalla presenza delle grandi maison della moda – sottolinea Mazzantini - ma dalla capacità di costruire un’offerta più ampia, nella quale possano convivere abbigliamento, orologeria, gioielleria, design, tecnologia, ristorazione, servizi ed esperienze di alta gamma».
Tutto questo, tenendo sempre presente che occorre confrontarsi con le strategie internazionali dei grandi gruppi, che non sempre coincidono con quelle dei piccoli centri, come Lugano, che non possono reggere il confronto con le grandi capitali europee, dove i grandi marchi sono sempre presenti, soprattutto nelle vie dedicate allo shopping di lusso. «Via Nassa offre però un’esperienza diversa: una dimensione più raccolta, sicurezza, discrezione, qualità del servizio e la possibilità di vivere lo shopping all’interno di una zona pedonale affacciata sul lago», afferma Mazzantini, per il quale Lugano e la sua boutique a cielo aperto continuano ad avere i loro «perché».
