Sanità

Influenza aviaria, virus rilevato in due uccelli selvatici in Ticino

Le analisi di laboratorio hanno confermato la positività al ceppo H5N1
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Red. Online
30.01.2026 14:03

A Magadino è stato individuato il virus dell’influenza aviaria in un gufo mentre a Melano ad essere risultato positivo è un airone. Le analisi di laboratorio hanno confermato la positività al ceppo H5N1. Questo virus può essere trasmesso all’uomo solo in casi estremamente rari e unicamente in presenza di contatti stretti con animali infetti.

Le cifre

Dal mese di novembre 2025 in Svizzera in 28 uccelli selvatici è stato identificato il virus H5N1, principalmente attorno ai laghi. In un solo caso nel Canton San Gallo si è trattato di uccelli selvatici tenuti in cattività. In data odierna, le analisi hanno confermato la presenza del virus in due uccelli selvatici in Ticino. Ad essere risultati positivi sono un gufo reale e un airone guardabuoi, ritrovati anch’essi in prossimità dei laghi.

Il virus

Il virus dell’influenza aviaria può essere trasmesso all’uomo solo in casi estremamente rari e unicamente in caso di contatti stretti con animali infetti. La popolazione è quindi invitata a non toccare eventuali carcasse di uccelli selvatici rinvenute sul territorio, bensì a segnalarne la presenza ai guardiacaccia.

Le misure di prevenzione già in vigore

Allo scopo di prevenire un’ulteriore diffusione dell’epizozia, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), in collaborazione con i Cantoni, a seguito dei primi casi aveva emanato lo scorso 6 novembre 2025 un’Ordinanza che prevede misure di protezione applicabili a tutto il pollame domestico sul territorio nazionale.

Come comportarsi

In conformità con quanto stabilito dall’Ordinanza, in caso di presenza di sintomi respiratori, diminuzione della produzione di uova e aumento della mortalità tutti i detentori sono tenuti a contattare subito il loro veterinario. I detentori di pollame sono inoltre tenuti ad applicare adeguate misure di biosicurezza per evitare l’introduzione del virus negli effettivi attraverso uccelli selvatici, persone o materiali contaminati. In particolare:

  • il pollame da cortile deve essere mantenuto in un pollaio chiuso o in un altro sistema di stabulazione chiuso, non accessibile agli uccelli selvatici;
  • è consentito il razzolamento all’esterno del pollame da cortile, purché mangiatoie e abbeveratoi non siano accessibili agli uccelli selvatici;
  • gli uccelli acquatici (oche e anatre) devono essere tenuti separati dalle altre specie di pollame;
  • per gli uccelli acquatici, eventuali bacini d’acqua devono essere resi inaccessibili agli uccelli selvatici mediante l’uso di coperture a maglia fine.

Per tutti i detentori, compresi gli allevamenti amatoriali con pochi animali, si ricorda infine che dal 2010 è obbligatoria la registrazione delle detenzioni di pollame nella banca dati ufficiale. La registrazione deve essere effettuata tramite la Sezione dell’agricoltura.