Innovazione e finanziamenti: Lugano balla anche da sola

Lugano non molla. Il Lifestyle Tech Competence Center (LTCC) continua e continuerà a fare progetti di ricerca insieme a brand internazionali, università e imprese del territorio. Tutto questo anche se il LTCC non fa più parte dello Swiss Innovation Park Ticino come deciso nel luglio scorso dallo stesso Switzerland Innovation Park Ticino. Quello che poteva apparire come uno smacco, dopo che il LTCC aveva fatto parte dei centri di eccellenza ticinesi (insieme allo Swiss Drone Competence Center di Lodrino e al Life Sciences Competence Center di Bellinzona) nel processo di candidatura per il Parco dell’innovazione ticinese, poi andato a buon fine, è stato insomma assorbito. Anche se... anche se «posso dire che siamo rimasti negativamente sorpresi da quella che percepiamo come una disparità di trattamento tra il centro di competenza di Belinzona e quello di Lugano, perché se a Belinzona viene dato il tempo di trovare i partner per i progetti in cui si investirà, altrettanto poteva essere fatto per Lugano», precisa, non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe il presidente ad interim dell’associazione LTCC, nonché municipale della Città, Filippo Lombardi.
Nonostante ciò, si è deciso, appunto, di continuare a investire. Come dimostrato dalla lettera che il Municipio ha deciso di inviare alla Commissione della gestione del Consiglio comunale, informandola con un rapporto dell’aggiornamento della situazione.
Lugano e il LTCC non getteranno insomma la spugna. Non si arrenderanno, detto altrimenti, per sempre all’idea di non far parte del Parco dell’innovazione Ticino. Al contrario. «L’anno prossimo - spiega Lombardi - valuteremo se è opportuno e interessante chiedere di essere rivalutati, avendo dimostrato con i fatti che quello che dovevamo fare l’abbiamo, appunto fatto».
Sì, perché, anche se il LTCC è rimasto fuori dal Parco, che è governato da una SA senza scopo di lucro, di cui fanno parte come azionisti l’Amministrazione cantonale, BancaStato, Università della Svizzera italiana (USI), Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), Camera di Commercio e Associazione industrie ticinesi (AITI), non solo si è dotato di un regolamento per il comitato scientifico presieduto dal professore dell’USI, Lorenzo Cantoni - comitato che deve garantire il livello qualitativo dei progetti di ricerca che si vanno a sviluppare o per i quali si cerca di ottenere dei finanziamenti - ma ha anche deciso di continuare i progetti in corso, come quello con Bally, «che è confermato», e di abbracciarne altri.
Uno di questi, specifica il presidente ad interim, riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aiutare tutte quelle aziende che vogliono esportare, ma anche importare dal resto del mondo, attraverso lo sviluppo di un tool in collaborazione con l’USI. «Stiamo parlando di un progetto estremamente importante che ha attirato l’interesse di parecchi nostri membri associati e che è in attesa di ricevere l’approvazione formale da parte di Innosuisse, l’agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione», specifica Lombardi.
Ma non è tutto. In cantiere ci sono almeno altri due importanti progetti, «pronti a partire». Sempre in sinergia con atenei e aziende del territorio. Lugano insomma non molla e rilancia. «Probabilmente oggi siamo più pronti di quanto non lo eravamo l’anno scorso», ammette il presidente del LTCC. Ma nello stesso tempo «abbiamo anche capito che possiamo andare avanti anche da soli».
