Il caso

Intrappolato nella fune dell'elicottero, ecco che cosa accadde nel 2016 a Monteceneri

Un assistente di volo rimase impigliato durante il decollo – L'inchiesta del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) si è conclusa con un «rapporto sui fatti» con l'obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione in materia di sicurezza e, in particolare, sull'importanza della comunicazione
© SISI
Jenny Covelli
25.06.2026 16:49

«Infortunio sul lavoro nel Luganese». Era il 5 ottobre 2016 e la Polizia cantonale riferiva dell'incidente avvenuto a Monteceneri, presso la Piazza d'armi, nell'ambito di un trasporto di persone e oggetti mediante elicottero di una ditta privata. «Un 37.enne svizzero domiciliato nel Locarnese, assistente di volo, stava assicurando un quadro elettrico alla fune di carico quando il suo braccio è rimasto intrappolato nella fune mentre l'elicottero si alzava in volo. Il pilota appena accortosi di quanto stava accadendo si è abbassato lentamente finché carico e collega hanno toccato terra. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della Rega che dopo aver prestato le prime cure all'uomo lo hanno trasportato con l'eliambulanza all'ospedale. Il 37.enne ha riportato una seria ferita al braccio».

Oggi, il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) ha emesso un «rapporto sui fatti» con l'obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione in materia di sicurezza e, in particolare, sull'importanza della comunicazione. I fattori aggravanti il rischio emersi durante l’inchiesta sulla sicurezza risultano essere già stati messi in evidenza nell’ambito di altre inchieste, viene precisato. L'unico scopo delle indagini su un incidente o un inconveniente grave è la prevenzione di incidenti o inconvenienti gravi (e non di determinare colpe o responsabilità).

La ricostruzione del SISI

Un volo di lavoro tra Monteceneri e il Monte Tamaro, un carico esterno e una fune da 20 metri: nel giro di pochi secondi un assistente di volo rimase impigliato al gancio e fu sollevato in aria.

È un mercoledì mattina, il 5 ottobre 2016. Una compagnia di trasporto aereo deve effettuare rotazioni tra il punto di carico presso lo stand di tiro di Monteceneri e il punto di scarico sul Monte Tamaro: due voli con passeggeri e uno con carico esterno erano previsti come prime missioni della giornata. A terra operano quattro assistenti di volo, dotati di equipaggiamento completo (casco, guanti, radio con cuffie). Non viene però designato un responsabile nell’area di carico e non risulta una ripartizione formale dei compiti: le attività, secondo il rapporto, si svolgono in modo spontaneo. Le condizioni meteo sono buone, ma la posizione del sole ancora bassa crea forti contrasti di luminosità in un contesto topograficamente complesso.

La prima rotazione e il cambio di piano

L’elicottero SA 315 B Lama, immatricolato HB‑XRD di proprietà della Heli TV SA, decolla alle 8.35 dalla base di Lodrino. A bordo ci sono il pilota e due assistenti di volo. Dopo l’atterraggio a Monteceneri salgono tre passeggeri e il mezzo riparte verso il Tamaro. Lì scendono i passeggeri e un assistente di volo.

Nel volo di rientro verso il punto di imbarco, il pilota comunica che la rotazione successiva prevede un trasporto con fune da 20 metri e carico esterno. A terra, il carico è pronto: un armadio elettrico su pallet, circa 100 kg, già agganciato alla fune.

Il carico pronto e la fune di trasporto di 20 metri disposta nell'area di carico. L'elicottero HB-XRD è appena decollato. ©SISI
Il carico pronto e la fune di trasporto di 20 metri disposta nell'area di carico. L'elicottero HB-XRD è appena decollato. ©SISI

Il decollo improvviso e l’incidente

Dopo l’atterraggio, mentre alcuni assistenti caricano la cabina e un altro collega la fune al gancio di carico primario, il rapporto rileva che non è stato possibile chiarire definitivamente se sia stata data una conferma che la fune fosse effettivamente agganciata. Nel frattempo, il pilota fa cenno a un assistente di volo di salire a bordo per partecipare al volo e gli spiega i compiti una volta arrivati al punto di scarico.

Poi, appena la porta viene chiusa, l’elicottero decolla all’improvviso e sale rapidamente in verticale: il pilota, scrive il SISI, era convinto di dover trasportare solo il materiale stivato in cabina. È in quel momento che la fune si tende: il gancio di carico secondario, fissato alle cinghie del carico, si impiglia nella manica e nel braccio dell’assistente di volo che stava controllando la fune. L’uomo viene trascinato in alto insieme al carico per circa 20 metri.

Quando la fune è in piena tensione, pilota e assistente a bordo avvertono un colpo. Un altro assistente di volo informa subito via radio il pilota, che interrompe la salita, avvia una lenta discesa e posa a terra il carico e l’infortunato. Subito dopo fa atterrare l’elicottero e spegne la turbina. Per le gravi ferite, vengono allertati immediatamente i soccorsi.

Situazione al momento del sollevamento del carico esterno da parte dell’elicottero, con l’assistente di volo C al suolo e l’assistente di volo A impigliato nel gancio secondario in aria. Quest'ultimo è stato sollevato dal suolo con un'elevata accelerazione iniziale. © SISI
Situazione al momento del sollevamento del carico esterno da parte dell’elicottero, con l’assistente di volo C al suolo e l’assistente di volo A impigliato nel gancio secondario in aria. Quest'ultimo è stato sollevato dal suolo con un'elevata accelerazione iniziale. © SISI

Il ruolo della comunicazione

Il pilota riferisce di non aver sentito via radio comunicazioni che indicassero che il carico esterno fosse agganciato, ma di avere ricevuto il segnale che gli consentiva di decollare. Nessuno degli assistenti di volo ricordava di aver dato quel segnale. Il rapporto richiama inoltre le disposizioni del Manuale delle operazioni di volo: è il pilota a designare un assistente responsabile nell’area di carico e solo dopo il segnale «Libero» il pilota è autorizzato a partire con carico sospeso.

Nel rapporto del SISI, il punto critico non è «un singolo gesto sbagliato», ma una catena di incertezze che si concentra su tre elementi: chi comanda l’area di carico, quale segnale autorizza il decollo e come si conferma che il carico esterno è effettivamente pronto e sicuro. A terra erano presenti quattro assistenti di volo, ma non era stato designato un assistente responsabile e non risulta una ripartizione formale dei compiti. Le attività, scrive il rapporto, si sono svolte «in modo spontaneo».

In questo articolo: